domenica 15 dicembre 2013

"Scoreggine" e buona educazione

Concedetemi un piccolo sfogo da maestra (e da cittadina italiana)...

Che alcuni politici italiani (probabilmente troppi) non siano proprio un buon esempio, non è di certo una novità...ma quando sento al telegiornale (programma seguito nella maggior parte delle famiglie, anche in presenza dei bambini) che una persona, che ricopre un ruolo pubblico, parla di "scoreggine" riferendosi all'operato di un avversario politico, mi chiedo:

Se domani mattina uno dei miei bimbi dovesse rivolgersi a me o ad un suo compagno affermando che quello che faccio (o che fa l'amico) non è altro che una "scoreggina", è meglio che spieghi a lui o che qualcun altro faccia presente al "signor" Grillo cosa sono la buona educazione ed il rispetto per le altre persone? 
Ci tengo a precisare che i miei bimbi hanno 3 anni e che non si sono mai permessi di offendere nessuno. Senza parlare dell'atto di storpiare il nome proprio di un'altra persona con lo scopo di prendersi gioco di lei. In questo caso, nelle scuole, non si tarderebbe a parlare di bullismo. 
Questi politici vogliono iniziare a rendersi conto che dovrebbero fornire il buon esempio, anche per quei cittadini il cui diritto è di crescere in uno stato che promuove valori come il rispetto e la buona educazione?

Ci tengo a precisare che il mio sfogo non è influenzato dal mio orientamento politico, bensì dall'educazione che mi è stata data e dal mestiere che faccio. Infatti, per fare un altro esempio, trovo inadeguati e volgari anche i gestacci esibiti con tanto orgoglio da Bossi.

La cosa che mi lascia più perplessa è che per questi personaggi non ci siano delle conseguenze. Se le stesse parole o azioni le facessero i bambini, verrebbero sgridati o addirittura puniti da certi genitori e/o insegnanti. 
E se fossi io a definire il comportamento dei miei bambini una "scoreggina"? Di sicuro avrei dei problemi innanzitutto nel lavorare in maniera costruttiva con loro, poi avrei sicuramente (e giustamente, direi) dei problemi con le famiglie e con la direttrice.
Allora mi chiedo, proprio perché i politici (a mio parere) dovrebbero presentarsi come persone virtuose capaci di dare il buon esempio, avendo il compito di guidare una nazione, sarebbe troppo chiedere loro di adottare un comportamento adeguato al ruolo che rivestono? 
Potrebbero sforzarsi di non dire le parolacce, di non mancare di rispetto, di non imbrogliare e di non dire le bugie? Da insegnante, ci tengo a proporre loro un'alternativa positiva, in modo che possano comprendere meglio come sarebbe bene che si comportassero. Perciò, per essere più chiari, dovrebbero parlare alla gente utilizzando parole appropriate, rivolgersi alle persone con rispetto, adottare atteggiamenti corretti che rispettino le norme di convivenza civile. Sarebbe davvero chiedere troppo???

A questo link potete trovare il post al quale faccio riferimento in questo mio sfogo: http://www.beppegrillo.it/2013/12/la_scoreggina_di_renzie.html



Scheda: L'albero di Natale

In questi giorni ho elaborato una scheda natalizia che permette ai bambini di conoscere alcuni dei simboli del periodo dell'avvento: l'albero di Natale. 
Decorandolo come più ci piace, possiamo dare ai nostri bambini la possibilità di divertirsi con tappi, tempera, stampini, stoffe diverse, palline di carta colorata, e quant'altro la fantasia suggerisca per addobbare con creatività questo piccolo alberello.

Con i bimbi più grandi si potrebbero rappresentare innanzitutto le luci colorate, lasciando l'impronta con la tempera e dei cotton fioc in una determinata sequenza di colori (ad esempio: rosso, giallo, blu, rosso, giallo, ecc.). Poi si potrebbero realizzare i fili argentati incollando su un filo tante piccole striscioline di carta velina gialla. Successivamente si potrebbero fare le palline, realizzate accartocciando dei ritagli di carta colorata, mentre il tronco si potrebbe fare con la carta crespa marrone. Ed infine si potrebbe incollare una bella stella di stoffa proprio sulla punta. 

Ecco la scheda che io proporrei ad un bimbo di 3 anni:


Questa scheda la proporrei dopo aver addobbato un vero e proprio abete in aula (o a scuola con la collaborazione delle altre sezioni). La sua finalità sarebbe quella di rielaborare graficamente l'esperienza fatta, concentrandosi su alcuni simboli: l'abete, le decorazioni e la stella. Volendo proporla a dei bambini di 3 anni, si parte colorando l'albero con la tempera ed il pennello (sarebbe interessante usare 2 tonalità differenti di verde). Poi si mette loro a disposizione dei cerchietti ed una stella realizzati dall'insegnante ritagliando diversi tipi di stoffa. 
Grazie alla sperimentazione di queste due tecniche, oltre a divertirsi ed a riconoscere alcuni simboli natalizi, i bambini hanno anche la possibilità di sviluppare la coordinazione oculo-manuale ed il senso del tatto.


Questi sono solo degli esempi, ma le possibilità sono infinite...perciò, buon divertimento!!! :)



giovedì 12 dicembre 2013

Un bacio sulla bocca

Oggi ho il desiderio di parlare di un comportamento che ho riscontrato più volte in diversi genitori (madri e padri indistintamente) nei confronti dei propri figli: 
il bacio sulla bocca.

Infatti, quando i bambini vengono affidati alla maestra, molte volte vengono salutati con un bacio sulle labbra. Personalmente, come insegnante, la trovo un'abitudine discutibile.

Innanzitutto, penso sia alquanto anti-igienica per entrambi: sia per i bambini, che entrano in contatto già con abbastanza germi durante le loro esperienze quotidiane, e non hanno bisogno che gliene vengano trasmessi altri da parte degli adulti; sia per i genitori, proprio perché i bambini spesso portano alla bocca le cose più raccapriccianti, poiché adorano sperimentare, senza timore né pudore. 
A titolo di esempio, cito dei comportamenti manifestati da alcuni bambini che ho conosciuto: mangiarsi le caccole, leccare il pavimento, assaporare la suola di scarpe e pantofole, succhiare orsacchiotti precedentemente trascinati ovunque, mettere in bocca a turno un cucchiaino della cucinetta, ecc.

Inoltre, a mio parere, è nostro dovere dare il giusto valore a questo gesto, poiché porta con sé un forte significato simbolico, in quanto rappresenta un sentimento di vero amore esclusivo fra due persone. Se invece lo dispensiamo non solo al nostro compagno (o compagna), ma anche ai nostri figli, o addirittura alle amiche (come mi è già successo di vedere), togliamo a questo gesto la sua straordinarietà e quella esclusività che lo rende speciale. 
Non lamentiamoci poi se i nostri bimbi, già all'età di 3 anni, passano il tempo baciando i compagni sulla bocca per gioco... o se a quattordici anni sottovalutano l'importanza dei baci e li scambiano con chiunque, senza un minimo di criterio. 
Dovremmo dunque far comprendere loro che quel tipo di bacio è qualcosa di speciale, e che lo si dà solo alle persone delle quali si è innamorati.
Un genitore prova sentimenti differenti verso il marito (o la moglie) e verso i figli. Ciò non implica che uno dei due sia maggiore o più importante rispetto all'altro, bensì che si manifesti in modo diverso.
Ciò non significa che non dobbiamo baciare i nostri figli o che non dobbiamo dimostrare loro il nostro affetto con dei gesti amorevoli, ma credo che un abbraccio, una carezza, un bacio sulla fronte o sulla guancia, vengano accettati comunque con gioia, trasmettendo una sensazione di amore, accettazione, protezione ed unicità. 



martedì 10 dicembre 2013

Biscottini natalizi 3D

Seguendo una ricetta trovata nella rivista "Stella cucina. Via libera ai biscotti!" ed utilizzando gli stampini del pacchetto "Stehkes-Ausstecher" della Dr. Oetker è possibile realizzare con i nostri bimbi questi simpatici biscottini natalizi.

Ingredienti per la pasta frolla:
  • 250g di farina;
  • 1 uovo;
  • 125g di zucchero;
  • 1 cucchiaino di aroma di vaniglia;
  • 1/2 cucchiaino di cannella in polvere;
  • 125g di burro.

Ingredienti per la decorazione:
  • 1 uovo;
  • 1 presa di sale;
  • 1 presa di zucchero;
  • 100g di codette di zucchero colorate (o gocce di cioccolata).


Preparazione:
  1. Setacciare la farina, incorporarvi l'uovo, lo zucchero, l'aroma di vaniglia, la cannella ed il burro tagliato a pezzetti.
  2. Avvolgere la pasta frolla in un foglio di alluminio e lasciarla riposare in frigorifero per circa un'ora.
  3. Stendere l'impasto (1/2 cm di spessore) e ricavarne diverse forme natalizie.
  4. Sistemare i biscotti su una teglia rivestita con carta da forno e spennellarli con la miscela composta dall'uovo, la presa di sale e la presa di zucchero.
  5. Cospargerli con le codette di zucchero o le gocce di cioccolata.
  6. Infornarli nel forno preriscaldato a 180° per 10 minuti.
  7. A cottura ultimata sfornare i biscotti e sistemarli su una gratella finché non si sono raffreddati completamente.





domenica 8 dicembre 2013

Morbidi abeti natalizi con ciondolo

Babbo Natale sta mettendo nel suo sacco tanti bei regalini per gli amici della maestra Patrizia...ma solo per quelli buoni!! ;) Magari per qualcuno sarà una bella anticipazione di uno dei regalini che troverà sotto l'albero la mattina di Natale! 
L'idea è nata rielaborando gli spunti trovati nelle pagine del testo "Morbidi addobbi natalizi". 

Ecco come realizzare questi graziosi addobbi: 

1. Ritagliare diverse sagome a forma di albero da un foglio spesso di feltro rosso. 
2. Ritagliare altrettante sagome un po'più piccole da dei fogli di feltro più sottile di diversi colori.
3. Praticare un foro circolare al centro di tutte le sagome (più grande nelle sagome più piccole).


4. Abbinare ad ogni base rossa una sagoma colorata (di feltro più sottile) ed una perlina.


5. Fissare la perlina alla sagoma rossa con del filo da pesca (o un qualsiasi tipo di filo trasparente) e farne uscire l'estremità superiore in modo da ottenerne un anellino, che permetterà di appendere l'alberello a lavoro compiuto.

6. Cucire la sagoma più piccola in modo da coprire il filo da pesca ed inserirvi un po'di imbottitura per rendere il lavoretto più tridimensionale.




Si tratta di addobbi colorati e luminosi che possono rendere i nostri alberi natalizi più caldi e sgargianti. Nella loro realizzazione possiamo coinvolgere i bambini assegnando loro dei compiti adatti all'età. Possono ad esempio scegliere le perline, i colori della stoffa, tagliare le sagome, inserire l'imbottitura o addirittura cucire i vari pezzi se sono più grandi ed hanno acquisito questo tipo di competenza.

Spetta a genitori ed insegnanti capire quali sono le possibilità ed i limiti dei bambini con i quali si trovano a condividere l'esperienza di costruire con le proprie mani gli oggetti con cui addobbare la propria casa nell'attesa della notte di Natale.


venerdì 6 dicembre 2013

Quali giochi facciamo entrare a scuola??

Leggendo la rivista "Scuola dell'Infanzia" di questo mese, ho trovato molto interessante l'articolo "Giocattoli donati" di Penny Ritscher (esperta in educazione della prima infanzia). Il messaggio che ne ho colto è che a scuola si dovrebbe prestare una maggior attenzione alla tipologia di materiale ludico che si mette a disposizione dei bambini durante i momenti di "gioco libero". 
E' lodevole che le famiglie offrano in dono alle sezioni i giocattoli che i loro figli non usano più, ma al tempo stesso, come insegnanti, dobbiamo tenere in considerazione la qualità educativo-didattica di questi oggetti ludici, che a volte entrano addirittura in contrasto con i messaggi che trasmettiamo ai bambini durante le "attività programmate". 
L'autrice continua l'articolo suggerendo di prendere spunto dalla metodologia del "gioco euristico" ideato dalla pedagogista Goldschmied, che suggerisce di mettere a disposizione dei bambini oggetti di uso comune, quali ad esempio vasetti di yogurt, coperchi di barattolo, tende, ecc. 

Ecco come la penso io. 
Rifiutare dei giocattoli in buono stato donati dalle famiglie sarebbe un vero peccato, soprattutto vista la scarsità di materiale che caratterizza molte scuole italiane. 

Piuttosto, proporrei una loro "analisi" insieme ai bambini, in modo da capire insieme che, ad esempio, una bambola di plastica che parla e fa la pipì può essere usata per un certo tipo di giochi (soprattutto simbolici e di rielaborazione delle proprie relazioni ed esperienze personali come figli, fratelli, alunni, ecc.), ma che una pigotta di stoffa è più adatta per farci compagnia durante il riposino pomeridiano perché è morbida e trasmette un calore che la prima non è in grado di dare. In questo modo coglieremmo un'ulteriore occasione per educare i nostri bimbi, ricavando degli insegnamenti e facendo delle scoperte proprio grazie al modo in cui affrontiamo le situazioni nelle quali ci troviamo a vivere, compresa l'adozione di un nuovo giocattolo in sezione.

Invece, per quanto riguarda la proposta del "gioco euristico" (nella seconda parte dell'articolo), sono molto affascinata da questa tecnica (anche se non la conosco in modo approfondito), ma rimango dubbiosa nell'adottarla. Il mio timore è dovuto al fatto che, nell'era dei controlli degli ispettori scolastici e dei marchi CE su ogni elemento che entra nelle nostre aule, c'è davvero la possibilità di utilizzare del materiale "alternativo" che non nasce come "oggetto prettamente ludico"? Mi rendo conto che le sue potenzialità sarebbero enormi, sotto diversi punti di vista, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo della creatività, dell'immaginazione e del pensiero laterale, ma saremmo tutelate nel caso di un loro utilizzo libero da parte dei nostri bambini? 
Forse mi faccio semplicemente troppi scrupoli, ma credo che sia lecito, come insegnante responsabile, pormi certe domande...e cercare di dare loro risposta.



martedì 3 dicembre 2013

Abeti natalizi segna posto...con sorpresa!

Vi presento una mia creazione natalizia: 
GLI ABETI SEGNA POSTO PER IL PRANZO DI NATALE (o il veglione della vigilia).

Si tratta di una scatolina che, pur essendo realizzata con materiali poveri, è di grande effetto grazie all'elemento sorpresa, cioè il cioccolatino al suo interno...che potrà essere gustato a fine pasto. Questo lavoretto si presta bene anche come dono per gli amici ed è facile da realizzare anche con i bambini. 

 

BASE:
La base può essere realizzata in mille modi diversi: in cartoncino, in ceramica, in legno, ecc., e può avere le forme ed i colori più svariati. Io ho scelto un cartoncino giallo (perché è economico, facile da ritagliare, vi si può scrivere sopra ed il colore si abbina alla nostra tovaglia natalizia) di forma circolare (per richiamare la forma dell'alberello) e poi vi ho scritto sopra il mio nome ed ho ripassato il contorno con un pennarello dorato per dargli luce ed eleganza.

TRONCO:
Con le forbici si ritaglia una sezione di un rotolo di carta igienica, oppure si realizza un cilindro con del cartoncino. Poi lo si colora di marrone e lo si fissa con della colla vinilica alla base. Facendo diverse prove ho scoperto che la maggior parte dei cioccolatini che mi piacciono di più entra perfettamente in questo piccolo "tronco", come ad esempio i Ferrero Rocher o i Baci...che golosa combinazione!!! :P

CHIOMA:
Per realizzare la chioma basta tagliare un cerchio da un cartoncino verde. Usando le forbici apposite è possibile realizzare diverse tipologie di bordo: ondulato, seghettato, ecc. 
Poi si decora a piacere il cartoncino e lo si lascia asciugare. Successivamente, lo si arrotola dandogli una forma cilindrica, facendo attenzione che si fissi in maniera stabile al tronco. A questo punto, si fissa il cartoncino verde internamente con del nastro adesivo, in modo da mantenere la forma conica così ottenuta.


Ora non basta fare altro che scegliere un buon cioccolatino, nasconderlo nel tronco del nostro albero, coprirlo con la chioma...ed aspettare di vedere la sorpresa sul volto delle persone a cui lo doniamo.



venerdì 29 novembre 2013

Morbidi addobbi natalizi

Scusate l'assenza di questo ultimo periodo, ma sono all'opera per realizzare moltissimi regali di Natale per amici, parenti, colleghi... e fra questo ed i soliti mille impegni, il tempo da dedicare al blog si è ridotto.
Per fortuna sono già a buon punto, perciò spero di riuscire a dedicare nuovamente il giusto spazio alla condivisione di tante idee e pensieri natalizi con i miei compagni di viaggio nel Bosco dell'Infanzia.

Come vi dicevo, sono alle prese con i regalini di Natale e, per quest'anno, ho deciso di prendere ispirazione da questo libricino fantastico. 


Contiene diverse idee carine e semplici da realizzare con feltro ed altre stoffe. All'interno ci sono anche i cartamodelli che, soprattutto nel caso di lavoretti più complessi, possono essere particolarmente utili.

Nei prossimi giorni vi farò vedere qual è l'idea che mi è venuta sfogliando le pagine di questo libricino...e chissà, magari qualcuno avrà l'anteprima di un regalino che troverà sotto l'albero il giorno di Natale!!



lunedì 11 novembre 2013

Palla colorata

Ho inventato questa filastrocca per accompagnare il gioco "Tante gambe fanno...una galleria".

 
"Palla rossa, palla rossa,
sei rotonda e tanto grossa.
Palla gialla, palla gialla,
dentro l'acqua resti a galla.
Palla blu, palla blu,
sei rotolata fin laggiù.
Sono 3 e son primari,
ed è ora che li impari:
i colori che, più scaltri,
fanno nascer tutti gli altri."

 
Le frasi iniziali presentano le principali caratteristiche della palla: la forma sferica, la capacità di galleggiare e la possibilità di rotolare. Questo permette al bambino di approcciarsi ad alcuni elementi di fisica, focalizzando l'attenzione su alcuni fenomeni quali, ad esempio, il galleggiamento.
Inoltre, nominando i colori primari, la filastrocca si presta bene anche ad essere usata in accompagnamento a giochi o attività che facciano lavorare in modo più specifico con il rosso, il giallo ed il blu.

 


domenica 10 novembre 2013

Muffins miele e mele

Volendo mangiare in modo "creativo" le mele dell'albero di mia zia, ho pensato di cucinare questi semplici e gustosi mini muffin con miele e mele.
Per renderli più simpatici ed invitanti ho usato delle piccole formine di silicone con la base circolare ed altre con la forma di farfalline, apette, fiori e coccinelle.
In questo modo, si ha la possibilità di offrire ai nostri bimbi una merenda sana e divertente in cui si può persino mangiare un fiorellino in un sol boccone!
Inoltre, non essendo una ricetta complessa, possiamo pensare di realizzarla anche con l'aiuto dei più piccoli, calibrando il loro intervento in base alla loro età ed alle loro competenze.






















Ingredienti:
  • 250 g di farina;
  • 2 cucchiai di miele (consiglio il classico Millefiori);
  • 250/280 grammi di mele (la quantità dipende dai gusti e dal tipo di mela);
  • 8 g di lievito per dolci;
  • 2 o 3 g di cannella in polvere;
  • 200 ml di latte;
  • 60 ml di olio extravergine di oliva;
  • 2 albumi;
  • 1 pizzico di sale.
Preparazione:
  1. Amalgamare in una terrina la farina ed il lievito setacciati, il sale e la cannella.
  2. In un'altra terrina mescolare il miele, il latte e l'olio.
  3. Unire il contenuto delle due terrine ed aggiungervi gli albumi montati a neve.
  4. Aggiungere le mele tagliate a pezzetti.
  5. Versare il composto così ottenuto negli stampini e metterli in forno (preriscaldato) per circa 20 minuti a 200°C.
  6. Una volta dorati, toglierli dal forno, lasciarli raffreddare per 5 minuti, quindi sformarli e lasciarli raffreddare capovolti su una griglia.


giovedì 7 novembre 2013

Rosso come...

Parlando dei colori autunnali con i nostri bambini, sarebbe bello soffermarsi su ciascuno di essi, cercando di cogliere ed apprezzare la loro presenza nella nostra vita quotidiana. Questo ci porterebbe ad osservare ciò che ci circonda, a guardare con occhi diversi i colori che riempiono le nostre scuole, le nostre case e i nostri vestiti...
Potremmo proporre una serie di giochi divertenti in modo da non cadere nelle solite schede "colora la mela di rosso", oppure "cerchia solo le cose di colore giallo", fini a se stesse.
Ricordiamoci che i bambini, prima di concettualizzare i propri apprendimenti, devono compierli in modo significativo!!
 
E se un giorno ci presentassimo in classe con un sacco rosso? E magari ci trovassimo appeso un cartellino (vedi foto) con scritto "Rosso come..."?
Potremmo chiedere ai nostri bimbi di sedersi intorno al sacco e provare ad immaginarne il contenuto. Potremmo provare a pensare a tutte le cose rosse che ci vengono in mente.
 
 
E se poi aprissimo il sacco rosso e ne uscissero tantissimi oggetti rossi?
Oggetti grandi, oggetti piccoli, oggetti fragili, oggetti resistenti, in plastica, in legno, commestibili, grossi, sottili, comuni o insoliti e misteriosi... Cosa accadrebbe?
Potremmo farli estrarre uno ad uno dai bambini, e cercare di indovinare cosa sono, a cosa servono, chi li usa, dove si trovano di solito...
 
E se poi ci chiedessimo quante cose rosse ci sono nella nostra scuola?
Allora potremmo partire all'avventura, prendendo parte ad un'entusiasmante caccia al tesoro...dove il tesoro sarebbe qualcosa che fa parte della nostra vita di tutti i giorni.
Questo sì che sarebbe emblematico: considerare un "tesoro" qualcosa che in genere diamo per scontato, qualcosa che solitamente passa inosservato...ma che in realtà ci serve, ci fa vivere meglio, o semplicemente ci dona serenità e benessere.


A questo punto, allora, potrebbe avere senso proporre al bambino una scheda in cui colorare diversi elementi con pastelli, tempera o pennarelli rossi, o, ancora meglio, una in cui pensarli e disegnarli autonomamente...perché si tratterebbe di qualcosa che ormai gli appartiene, cioè di conoscenze acquisite che sono prima passate attraverso quei filtri che gli permettono di conoscere il mondo...e magari anche di apprezzarlo, se ha avuto accanto qualcuno che gliene ha dato la possibilità.
 
 
 

martedì 5 novembre 2013

La conta degli amici

Dal testo "Piccole conte" di Sabrina Giarratana, una conta affettuosa da fare con i nostri bimbi:

Un, due, tre
qui c'è posto anche per te.
Quattro, cinque, sei
sono tutti amici miei.
Sette, otto, nove
li ho incontrati chissà dove.
Tocca a te venire al centro:
amici fuori, amici dentro.
 
 
Ho trovato il libricino a fisarmonica molto carino e ho apprezzato le illustrazioni di Francesca Assirelli, allegre e colorate.
Inoltre, è uno strumento utile per permettere ai bambini di rivivere "le prime esperienze del sé e dell'incontro con gli altri" attraverso immagini e rime.


 
 

sabato 2 novembre 2013

Tante gambe fanno...una galleria

Ecco un gioco di gruppo semplice che richiede solo l'utilizzo di una palla e...di tante gambe!!
 
Svolgimento:
  • I bambini si mettono in cerchio e si girano di lato rivolgendosi tutti nello stesso verso, in modo da formare una fila circolare.
  • Divaricano le gambe e piegano la schiena in avanti, mantenendo le ginocchia rigide.
  • A questo punto l'insegnante consegna la palla ad un bambino del gruppo e propone una filastrocca (che parli di una palla, o di una galleria, o di un tunnel, o di quello che gli/le interessa maggiormente, in base allo scopo che vuole dare all'attività).
  • I bambini devono passare la palla al compagno che hanno davanti (o dietro, in base alle indicazioni date dall'insegnante prima dell'inizio del gioco) facendola passare con le mani in mezzo alle sue gambe.
  • L'amico la deve prendere e, a sua volta, passarla al compagno che ha davanti (o dietro, a seconda del caso).


  • Nel frattempo, l'insegnante deve riuscire a intercettare la palla e a rubarla, prima che la filastrocca finisca.
  • Se ce la fa, prende il posto del bambino al quale è riuscita a rubarla e l' "eliminato" acquisisce il suo ruolo al di fuori del cerchio.
  • In caso contrario, il gioco riprende e l'insegnante ha un'altra possibilità.

Suggerimenti:
  • Se i bambini sono tanto piccoli, aiutiamoli a disporsi correttamente prima dell'inizio del gioco. Invece, se stanno già imparando a distinguere la destra dalla sinistra, approfittiamone per consolidare questa competenza chiedendo loro di rivolgere di volta in volta l'una o l'altra parte del corpo verso il centro del cerchio.
  • Prima di cominciare l'attività vera e propria, diamo il tempo ai bambini di sperimentare in tranquillità la dinamica di gioco (in particolare l'atto motorio che permette di prendere e passare la palla).
  • Se la palla esce "dalla galleria" può essere recuperata solo dall'insegnante o da chi sta fuori dal cerchio, altrimenti si perde tempo e si sprecano energie per ripristinare l'assetto di gioco.
 
 
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI:
 
Campi d'esperienza: il corpo in movimento.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • Il bambino sperimenta schemi posturali e motori, applicandoli in giochi di gruppo;
  • Controlla l'esecuzione del gesto.
Obiettivi:
  • Collaborare con i compagni per il raggiungimento di uno scopo comune;
  • Mantenere l'equilibrio in una data posizione;
  • Prendere e passare la palla ai compagni in modo efficace.
 


martedì 29 ottobre 2013

E'cambiato l'orario...ma i nostri bimbi non vanno in letargo!!

Da poco è cambiato l’orario…e anche nel Bosco dell’Infanzia si fa buio presto e le giornate sembrano accorciarsi ad una velocità incalzante! I ritmi della natura invece si fanno sempre più lenti, accompagnati dal cadere leggero delle foglie. La loro danza mi fa pensare alla delicatezza di questa stagione.

L’autunno è “tenue”: ha colori opachi, un cielo annebbiato dal fumo dei camini, voci e rumori ovattati e pacati…

Ma in tutta questa tranquillità e grigiume i bambini mica vanno in letargo come gli orsi e i ghiri !?! Cosa abbiamo da offrirgli perché non si addormentino sui divani o sui banchi di scuola??
 
 
L’autunno porta con sè sapori e sfumature, profumi e rituali…cerchiamo di scoprirli con loro!

Chiunque di noi avrà sicuramente raccolto noci, foglie rosse, gialle, friabili, umide, bucherellate; oppure avrà saltato in una pozzanghera fangosa dopo una lunga pioggia.

Quali insegnamenti possiamo trarre dalla natura e dall’ambiente che ci circonda? Quante scoperte si possono fare? Che tipo di rituali possiamo creare?

Per non cadere nella banale catalogazione di foglie di diverse forme e colori, o nello studio mnemonico degli animali che vanno in letargo, vorrei raccogliere con voi qualche idea originale, creativa e coinvolgente che possa far si che anche i più piccoli imparino ad apprezzare questa stagione! Un racconto intrigante, o una gustosa ricetta, o un gioco appassionante… liberiamo la fantasia!!

 

martedì 22 ottobre 2013

Trotta, trotta cavallino

Ecco un gioco motorio-musicale da proporre ad un gruppo di bambini per coinvolgerli in un'attività divertente e dedicargli qualche momento di "protagonismo".

Svolgimento:
  • I bambini si dispongono seduti in cerchio;
  • Si sceglie (tramite una conta) un bambino o una bambina e lo/la si mette in piedi in mezzo al cerchio;
  • Quando comincia la canzone, chi è in centro "galoppa" (imitando un cavallo) all'interno del cerchio.
  • Intanto, i compagni battono le mani a tempo e cantano la seguente canzoncina:
Trotta, trotta cavallino,
fai una bella bella, galoppata:
Roma, Napoli e Torino,
e poi fermati a mangiar!
  • I bambini seduti uniscono le mani davanti a loro, andando a formare una piccola "mangiatoia";
  • Il cavallino deve allora mangiare dalle mani di uno dei suoi amici, che lo andrà a sostituire nel gioco, facendolo ricominciare.
 
Suggerimenti:
  • E' consigliato mostrare in prima persona lo svolgimento del gioco, sia per farne comprendere meglio lo svolgimento, sia per togliere un po' di paura ed imbarazzo se i bambini non sono abituati a questa tipologia di gioco.
  • Scegliere fra i primi partecipanti i/le bambini/e maggiormente sicuri/e di sé, che non abbiano grossi timori nell'esporsi davanti agli altri e che siano già ben ambientati/e nel gruppo-sezione.
  • Le prime volte sarà solo l'insegnante a cantare la canzoncina, poiché si tratta di una novità ma, già dal secondo turno, si può chiedere al gruppo di battere le mani a tempo, facendogli prender parte al gioco in maniera graduale.
  • Ovviamente, se il prescelto (tramite conta o non) non se la sente di partecipare, non insistiamo, ma lasciamogli il tempo di sviluppare il desiderio ed il piacere di prender parte in prima persona al gioco.


INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI

A mio parere, quest'attività ludica si presta bene per favorire la scoperta, l'esplorazione e la sperimentazione all'interno di diversi ambiti di conoscenza ed apprendimento da parte dei bambini. Ci si può concentrare di volta in volta su una o più competenze che vengono sviluppate grazie a questo gioco...dipende come sempre dal focus che l'insegnante decide di adottare. Basandomi sulle nuove Indicazioni Nazionali, riporto di seguito alcuni dei Traguardi (e relativi Campi d'esperienza) che, a mio parere, possono essere sviluppati grazie a questo gioco.

1. Campo d'esperienza: il sé e l'altro.
    Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • Il bambino gioca in modo costruttivo con gli altri;
  • Riconosce la reciprocità di attenzione;
  • Si muove con crescente sicurezza negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.

2. Campo d'esperienza: il corpo in movimento.
    Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • Il bambino prova piacere nel movimento;
  • Sperimenta schemi motori e li applica in giochi di gruppo.
 
3. Campo d'esperienza: immagini, suoni, colori.
    Traguardo per lo sviluppo della competenza:
  • Produce semplici sequenze sonoro - musicali.

4. Campo d'esperienza: i discorsi e le parole.
    Traguardo per lo sviluppo della competenza:
  • Sperimenta rime e filastrocche.





mercoledì 16 ottobre 2013

Giornata mondiale dell'alimentazione

Oggi è la giornata mondiale dell'alimentazione...ma, parlando di bambini dai 3 ai 5 anni, com'è la situazione attuale nel nostro Paese?
Sicuramente si nota un'attenzione crescente nei confronti di ciò che proponiamo sulle loro tavole.
Perlomeno questo accade nelle nostre scuole, dove molte volte il menù stesso richiede l'approvazione da parte di Aziende per i Servizi Sanitari, o si propongono progetti che favoriscono lo sviluppo di comportamenti corretti nei confronti dell'alimentazione.
Ma anche in famiglia si riscontra questa sensibilità? Purtroppo non sempre. Negli anni passati mi è capitato di vedere bambini fatti entrare in aula con i biscotti della colazione ancora in mano, oppure genitori che offrivano un pacchetto di patatine al figlio nel momento in cui lo venivano a prendere.
E l'importanza della condivisione in famiglia di un pasto importante come la colazione? E le merende sane a base di frutta, pane e marmellata, miele o torte fatte in casa? Dove sono finiti? Una volta c'erano...ed erano considerati dei valori, che oggi sono stati sostituiti dal lavoro, dallo stress e dalla fretta.
Siamo italiani e già questo dovrebbe ricordarci che è insito nella nostra cultura prendersi il tempo di condividere e beneficiare (fisicamente e psicologicamente) dei momenti dei pasti. Dovremmo riscoprire il piacere di sedersi a tavola tutti insieme e mangiare qualcosa che un familiare (non necessariamente uno solo e non per forza solo la mamma!!) ha preparato con cura ed amore, dedicando fatica e parte del suo tempo per questo. Il cibo allora assumerebbe nuovamente un grande valore, verrebbe apprezzato e rispettato di più. Ci sarebbero meno sprechi e meno problemi e malattie legati ad un'alimentazione scorretta.
Mi rendo conto che è molto più facile comprare una merendina preconfezionata, o mettere quattro bistecche impanate nel microonde, ma cerchiamo di conciliare i nostri impegni con il piacere di fare qualcosa insieme, come per esempio cucinare! Questo ci permetterebbe di imparare tante cose nuove, di far acquisire ai nostri bambini diverse competenze (manuali, matematiche, sensoriali, artistiche, ecc.), di divertirci in compagnia, e di avere pronta una torta per la merenda di tutta la settimana, oppure un pasticcio, una pizza o una torta salata da condividere a cena con tutta la famiglia. Sarebbe un bel modo per "ottimizzare" il tempo che ciascun genitore dovrebbe dedicare ai propri figli quotidianamente e permetterebbe di trasmettere loro uno stile di vita e dei valori indispensabili per valorizzare ogni giorno la propria vita.
 
Perciò, il mio augurio è che questa giornata possa essere di ispirazione per riflettere sull'importanza di una corretta alimentazione, ma anche per riscoprire il piacere di sporcarsi le mani con il pomodoro, sedersi a tavola e rilassarsi un po'davanti ad un bel piatto di pasta al ragù fatto in casa insieme alla propria famiglia!
 
 

martedì 15 ottobre 2013

Foglie all'appello

Con l'arrivo dell'autunno è svolazzata nella mia mente un'idea colorata da fare con i bambini: l'appello con le foglie.

Ecco com'è andata:
  1. Siamo usciti in giardino ed abbiamo osservato i nostri alberi e le loro foglie. Le abbiamo raccolte e le abbiamo portate in aula.
  2. Il giorno dopo, magicamente, è comparsa sul muro della sezione la sagoma di un albero (ricavata da un cartoncino marrone). Questa ci ha permesso di rielaborare l'esperienza fatta il giorno precedente in giardino attraverso una conversazione guidata dall'insegnante. Come auspicato, è così nato nei bambini il desiderio di "vestire" l'albero di sezione per farlo assomigliare di più a quelli del giardino. Ciascuno ha poi colorato (con tempera marrone e dita) il proprio albero (scheda precedentemente preparata dall'insegnante), interiorizzando i nuovi apprendimenti.
  3. Avendo deciso di creare le nostre foglie autunnali, ognuno ha colorato la propria sagoma a forma di foglia con spugnette intinte nella tempera gialla, rossa, marrone, verde ed arancione creando diverse sfumature, rendendo ogni foglia unica.
  4. Una volta asciutte, vi abbiamo incollato i contrassegni (che rappresentano la "firma" dell'autore)...completando l'opera lo scorso venerdì.
  5. Nel lunedì (cioè ieri), al momento dell'appello, ci siamo radunati intorno all'albero di sezione, che presentava sulle sue radici nientemeno che le nostre foglioline!! I bambini sono stati invitati uno alla volta (ovviamente in ordine alfabetico) a mettere la propria foglia su uno dei rami dell'albero...e alla fine sono rimaste fra le radici solo le foglie dei compagni assenti.
  6. Successivamente, ognuno ha potuto completare la propria scheda con il tronco spoglio, dipingendo con le dita (lasciando lievi ditate) diverse foglie gialle e rosse sui rami, nell'aria e sulle radici dell'albero.
  7. La parte più divertente del "gioco" è stata aggiunta solo oggi, poiché i bambini si sono seduti in semicerchio attorno all'albero e sono stati invitati ad imitare il vento autunnale che soffia sulle foglie, facendole cadere dai rami. Una alla volta, sono state così attaccate nuovamente ai piedi del tronco ed il gioco dell'appello ha potuto avere di nuovo inizio.


Prevedo che nel passaggio alla stagione invernale le foglie verranno sostituite con fiocchi di neve o addobbi natalizi, mentre con l'arrivo della primavera ci saranno boccioli e fiorellini, e con l'avvento dell'estate compariranno foglie verdi e ciliegie...ma sono aperta a considerare idee e spunti differenti anche in base agli interessi ed ai desideri che verranno espressi nel corso dell'anno.


Questa attività mi piace particolarmente perché si fonda su un interesse manifestato dai bambini stessi. Inoltre, ci sta permettendo di condividere tante esperienze interessanti (osservare la natura, scoprire i cambiamenti stagionali, sperimentare diverse tecniche pittoriche, imitare il vento, esercitare la pazienza, ecc.), ma soprattutto di divertirci insieme rendendo un po' più interessante il momento "burocratico" dell'appello.

domenica 13 ottobre 2013

Tante idee in un'unica rivista!!

Da quest'anno ho deciso di abbonarmi alla rivista "Scuola dell'infanzia" per avere a disposizione ogni mese diversi spunti di riflessione, idee pratiche per le attività da proporre ai miei bimbi in sezione e per mantenere vivi l'entusiasmo e la motivazione che mi portano ogni giorno a dare il massimo.
 
Ho optato per l'"Abbonamento più" e sono estremamente soddisfatta della scelta che ho fatto!!
Ho già potuto scaricare i 3 ebook gratuiti ed è anche già arrivato il libro "Il mio corpo, my body".
Per tutte le informazioni relative alle diverse tipologie di abbonamento alla rivista potete accedere al sito della Giunti o cliccare sull'immagine qui sotto.
 
 
 
 
Sono convinta di aver fatto un affare considerando che nel prezzo di 63.50 euro che ho speso sono compresi:
  • 10 numeri della rivista;
  • il volume "Mani in arte. Laboratori espressivi per riciclare, assemblare, creare";
  • il volume "Pappagallo. Laboratori fonologici dai 3 ai 6 anni";
  • il testo "Costruiamo il bosco e i suoi animali. + cartamodello";
  • 10 poster calendario con stickers;
  • 3 ebook;
  • 2 progetti "Fare festa" con cartamodelli: "Idee per tutto l'anno" e "Continuità e fine anno";
  • libero accesso a tutti i contenuti riservati sul sito http://www.giuntiscuola.it/scuoladellinfanzia/.
 
 
A mio parere, direi che ASSOLUTAMENTE ne vale la pena, soprattutto per il prezzo, che reputo irrisorio, visto tutto quello che l'abbonato ne guadagna, sia in termini pratici (contando tutti i materiali, libri e cartamodelli), sia dal punto di vista di formazione ed aggiornamento personale e professionale.
 
Il mio intento con questo post non è certamente quello di fare pubblicità alla rivista, bensì di condividere con voi un'esperienza personale che mi sta dando molta soddisfazione. Infatti, soprattutto in questo periodo di crisi, sapere di investire i propri risparmi per qualcosa di utile e costruttivo è rincuorante.
 
 

giovedì 3 ottobre 2013

Il chiassoso momento del pranzo...

Questo post è dedicato alle insegnanti della scuola dell'infanzia che ogni giorno si trovano a dover affrontare l'impegnativo momento del pranzo in balia di una "mandria" di bambini affamati...  
 
Di seguito elenco diverse strategie che ho messo in atto o che ho visto adottare da alcune mie colleghe per gestire al meglio i momenti in sala da pranzo, con l'auspicio che possano essere utili anche a voi.
 
  • Tutte le insegnanti dovrebbero innanzitutto collaborare, prodigandosi per mantenere un clima accettabile, gestendo soprattutto i bambini della propria sezione. Questi infatti riconoscono nella propria maestra la fonte di autorità alla quale fare riferimento in qualsiasi area della struttura scolastica.
  • Facciamo accomodare i bambini in silenzio e con tranquillità, in modo da predisporre fin da subito alla condivisione serena di un momento comunitario in cui il corpo e la mente devono potersi ristorare e rigenerare dopo l'impegnativa mattinata.
  • Per richiamare l'attenzione dei bambini e spezzare il baccano che inevitabilmente si viene a creare dopo un po', invece di sgolarsi mettendo sotto sforzo la gola, consiglio l'utilizzo di una campanella, un cembalo o un tamburello...oppure potete semplicemente battere le mani. Suonate finché non avrete attirato l'attenzione di tutti i bambini e ci sarà silenzio. A quel punto, con un tono di voce normale, ricordate ai bambini che dovrebbero pensare a mangiare senza fare confusione. Ribadite che non gli state vietando di parlare, ma che siete disposti ad accettare solo dei dialoghi a bassa voce con i commensali più vicini, e non ad esempio quelli con l'amico che si trova dall'altra parte della stanza.
  • Individuate quali sono i bambini che fanno più confusione e parlate direttamente con loro, spiegando chiaramente che durante la giornata c'è un tempo per tutto: un tempo per giocare, un tempo per imitare i suoni della natura o delle sirene (come è emerso dalla testimonianza della maestra che ha chiesto consiglio a "Chiacchie-riccio"), un tempo per cantare, per parlare con gli amici...ma anche un tempo per mangiare. Ribadite che questo è un momento per mangiare e che per giocare e fare altro ci sarà tempo.
  • Per non essere negativi, utilizzate anche dei rinforzi positivi verbali, lodando ad alta voce i bambini (o le tavolate) che si stanno comportando meglio. In questo modo anche gli altri saranno invogliati a comportarsi bene, completare il proprio pasto, stare seduti composti, al fine di ricevere delle attenzioni positive da parte dell'insegnante.
  • Nel caso di bambini recidivi (cioè duri di comprendonio), è necessario estrarli dal contesto problematico (per "eliminare" la causa del baccano) ed isolarli ponendoli in piedi appoggiati ad una parete della sala da pranzo. Non si tratta di una "punizione" fine a se stessa e dobbiamo spiegarlo bene anche al bambino in questione. Dobbiamo infatti fargli capire che l'abbiamo spostato perché stava distraendo e disturbando gli altri commensali che sono intenti a mangiare e non a fare altro (perché per il resto ci sarà sempre tempo dopo pranzo...è meglio ribadirlo per rassicurare il bambino). Stando in disparte avrà la possibilità di vedere come si comportano gli altri, riflettendo su quale sia il modo di comportarsi più adeguato alla situazione.
 
In ogni caso, sia chiaro, non aspettatevi che l'utilizzo di una o più di queste strategie faccia sparire la confusione dalle vostre sale da pranzo per sempre!! La calma sarà solo momentanea ma, con brevi richiami, potrete cercare di mantenerla il più a lungo possibile prima di dover, inevitabilmente, intervenire nuovamente per ristabilire il silenzio.
 
Se conoscete qualche tecnica diversa o più efficace non esitate a condividerla con noi!!
 
Con l'augurio che quanto scritto possa ritornarvi utile, vi auguro...buon pranzo! ;)
 
 

martedì 1 ottobre 2013

Nomi a palla!!

Un gioco che permette ai bambini di assaporare il gusto di giocare insieme, imparando i nomi dei nuovi amici, è "Nomi a palla".
 
Svolgimento:
  • i bambini si dispongono seduti in cerchio con le gambe divaricate (meglio se i piedi di ciascun bambino toccano quelli dei vicini);
  • l'insegnante consegna la palla a uno dei bambini e gli dice il nome del compagno a cui deve lanciarla;
  • dopo un po'di passaggi, oppure, se è il caso, nei giorni successivi, sarà lo stesso bambino che ha la palla in mano a dire il nome del compagno al quale passarla, senza più bisogno che sia l'insegnante a dover guidare il gioco.
 
 
 
Suggerimenti:
  • L'insegnante può affidarsi ad una conta per individuare il bambino che darà inizio al gioco, oppure può scegliere quello che sembra essere più attento, coinvolto e spigliato.
  • Consiglio in ogni caso di dare una prima dimostrazione della modalità di svolgimento del gioco, in modo che le regole possano essere più chiare, affiancando alla spiegazione teorica anche una pratica.
  • Nella prima parte di gioco, quella in cui è l'insegnante ad indicare il nome dell'alunno a cui passare la palla, aiutiamo i bambini ad individuare il compagno prescelto fornendone una descrizione fisica che ne evidenzi delle caratteristiche positive. Questo permette di valorizzare ciascun bambino, facendolo sentire accettato, apprezzato e protagonista della vita scolastica.
  • Non consideriamo problematico il fatto che i bambini non riescano a "chiudere" bene il cerchio con le gambe o che non indirizzino correttamente la palla. Infatti, se il gioco viene proposto nel periodo dell'accoglienza, non ha come scopo lo sviluppo o il consolidamento di abilità motorie, bensì quello di favorire la condivisione di un'attività ludica che favorisca l'apprendimento dei nomi dei compagni.
 
 
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI
 
Campi d'esperienza: il sé e l'altro.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • il bambino gioca in modo costruttivo con gli altri;
  • sviluppa il senso dell'identità personale.
Obiettivi:
  • prendere parte correttamente al gioco di gruppo proposto;
  • individuare i propri compagni di sezione in base al nome;
  • sentirsi riconosciuto ed accettato come parte del gruppo classe.
 
 

lunedì 30 settembre 2013

"Un libro"...interattivo!

Chi lo dice che un libro non può essere interattivo??
In questi giorni ho fatto una nuova esperienza con i miei bimbi: ho "seguito le istruzioni" riportate nel testo "Un libro" di Tullet Hervè e ho scoperto, insieme a loro, cosa succede al pallino giallo della prima pagina se "interagiamo" con il libro. E' stata una piccola avventura molto divertente in cui i bambini hanno contato, battuto le mani, soffiato...e soprattutto riso!
 
 
Ecco alcune pagine del libro:
 
 
 
Il libro si presta bene anche come punto di partenza per un progetto sui colori (in particolare quelli primari) a cui associare diverse altre attività, soprattutto di tipo grafico-pittorico. Ad esempio, si possono far dipingere i pallini utilizzando la tempera e diverse tecniche (digitopittura, timbro con tappo da sughero, spugnature, ecc.), al fine di permettere a ciascuno di creare il proprio libricino. In questo modo, le insegnanti potranno inoltre capire se il meccanismo del libro è stato compreso e quali delle diverse pagine del testo hanno colpito maggiormente i bambini.  
 
In base a quanto detto, consiglio vivamente la sua "lettura" in tutte le sezioni della scuola dell'infanzia!
 
 

domenica 29 settembre 2013

Insegnanti maschi nella scuola dell'infanzia

Oggi vorrei fare una riflessione in merito ai risultati ottenuti nel sondaggio che ho proposto nel blog in questi giorni: "Vi farebbe piacere se nella scuola dell'infanzia ci fossero più insegnanti maschi?", utilizzando questi dati come punto di partenza per prendere in esame questo specifico aspetto della realtà scolastica.
 
Innanzitutto ci tengo a ringraziare tutti i "compagni di viaggio" (perché è così che io chiamo chi entra a far parte del Bosco dell'infanzia) che hanno partecipato al sondaggio esprimendo la propria opinione.

Di seguito riporto i risultati ottenuti:
  • 84%: si, perché i bambini hanno bisogno di avere sia un modello maschile che uno femminile.
  • 7%: si, perché un ambiente di sole donne è infernale.
  • 7%: no, perché gli uomini non possiedono un sentimento materno.
  • 0%: no, perché gli uomini sono più competitivi e la scuola è un ambiente cooperativo.

Per quanto mi riguarda, mi trovo d'accordo con la percentuale più alta, ma penso anche che un uomo in struttura potrebbe aiutare a stemperare quelle situazioni (mi auguro rare) in cui le insegnanti si fanno la guerra, trasudano acidità da tutti i pori e mettono zizzania fra colleghe.

Volendo approfondire questa tematica ho letto diversi articoli su internet in modo da analizzare la situazione sotto diversi punti di vista. Questo ha richiesto un po' di tempo in più per elaborare questo post, ma spero ne sia valsa la pena.
In particolare, vorrei soffermarmi su questi tre articoli che mi hanno particolarmente colpita. Per chi vuole leggerli integralmente, basta cliccare sul titolo.
 
All'interno di questo primo articolo c'è una frase con la quale mi trovo molto d'accordo: "...non si tratta di preferirli alle colleghe: la ricchezza viene dalla compresenza, dallo scambio, dalla reciprocità tra le due figure".
Inoltre, mi piace molto la conclusione: "Nessuno conta che il mio lavoro prende, senza esagerare, 20 ore su 24, spesso sabati e domeniche incluse. Compensazione extra remunerativa, allora? Forse, come dice Lorenzo, ci si consola così: «Aprendo la porta e sentendo il profumo di una classe dinamica, ricettiva, allegra. Che sprigiona vita»".

Alla base di alcuni dei concetti espressi in questo articolo ritrovo un errore di fondo che secondo me è molto grave, cioè il fatto di riconoscere alcuni ambiti, abilità o compiti come prettamente maschili o femminili. Al giorno d'oggi ognuno di noi deve potersi sentire libero da classificazioni e stereotipi di genere. A tal proposito, mi stupisce la posizione assunta dai genitori intervistati che sembrano pretendere che la figura del maestro vada a sostituire quella del padre di famiglia che, stando a quanto letto, è ormai assente in molti case. Inoltre, aggiungono che apprezzerebbero la sua presenza "in quanto le caratteristiche psico-sociali del maschio lo porrebbero come un riferimento "diverso" e garante del rispetto delle regole sociali nella scuola"...come se questo una maestra non potesse farlo!!
 
Sono invece d'accordo quando leggo che "pure le maestre gradirebbero potersi confrontare con colleghi maschi innanzitutto perché riconoscono che una visione tutta al femminile risulta limitante".
Inoltre, mi è piaciuto molto il concetto secondo cui non ha senso delegare completamente le "professioni di cura" alle donne poiché, prendersi cura dell'altro, risponde a una responsabilità propria di tutte le persone in quanto tali, maschi e femmine.
Concordo inoltre sul fatto che il mestiere dell'insegnante necessiti di interventi determinati per riprendere prestigio e conferirgli maggior riconoscimento sociale ed economico, con una conseguente riqualificazione della figura docente. Questo vedrebbe, fra le varie conseguenze, anche la ricomparsa dei maschi nell'ambito dell'insegnamento, in quanto lo riterrebbero più allettante. Infatti, gli uomini sono socialmente più portati a scegliere mestieri con un'alta posizione nella scala sociale, stipendi più alti e la possibilità di progressione di carriera. Attualmente però, tutto ciò risulta molto lontano dalla realtà nella quale viviamo, soprattutto noi insegnanti italiani che percepiamo gli stipendi più bassi di tutta Europa.

In questa lettura, a mio parere, merita soprattutto il finale: "Se il contesto e lo scenario che si prevede non sono dei più confortanti, resta pur sempre il fatto che i maschi non sanno quello che perdono! Quanto, cioè, sia interessante e gratificante "lavorare" con i bambini. E forse non lo sapranno mai, finché il nostro sistema educativo di istruzione e formazione sarà percepito come una spesa e non come un investimento, come una cosa per femmine e non per i maschi. I bambini continueranno a soffrire, privi di una figura educativa importante, e i maschi a non capire nulla della ricchezza del mondo infantile. Comunque, avanti...verso una scuola unisex!".


Per chi volesse saperne ancora di più, consiglio la lettura di "Uomini in educazione" di Vivalascuola che si rifà al convegno tenutosi all'Università di Milano Bicocca il 14 marzo 2012.


Buona lettura! :) Ora aspetto di sapere come la pensate voi!!

 

lunedì 23 settembre 2013

Cuoricino Portachiavi

Il cuoricino portachiavi è un ottimo dono per fidanzati, amici e amiche che, guardandolo, possono ricordarsi in qualunque momento di tutto l'affetto che proviamo nei loro confronti.
E' facile, economico e veloce da realizzare. Può avere mille forme, applicazioni (bottoni, paillettes, perline, ecc.) e colori. Può essere messo dove si preferisce: appeso in macchina, appoggiato sul comodino, legato alla zip dell'astuccio o in un gancetto della borsetta, o in qualsiasi altro luogo dove possa strapparci un sorriso durante la giornata.

 
 
Come creare il cuoricino portachiavi:
 
  • Ritagliare da un foglio di feltro due sagome uguali (in questo caso un cuore).
  • Cucire (o incollare) su uno o su entrambi i lati ciò che si preferisce (in questo caso un bottoncino giallo).
  • Inserire fra le due sagome un anellino di filo di lana (oppure di uno spago, un cordoncino o ciò che si ha a disposizione).
  • Cucire i bordi ricordandosi di inserire l'imbottitura prima di concludere l'assemblaggio.
  • Infilare il filo dentro un anellino portachiavi.
 
...e così nasce il cuoricino portachiavi!!
 
 
 

giovedì 19 settembre 2013

Come dar vita a Farfa-gioca

Ecco Farfa-gioca, un'amica di Fogliolina. Si tratta di un personaggio un po'più complesso perché ha la testa di pon-pon e le ali sono state decorate anche con perline e paillettes. Inoltre, avendo un incavo nella parte centrale del corpo (quella verde), può essere utilizzata come marionetta da dita, oppure come copri penna o pennarello.
Purtroppo, a differenza di Fogliolina, lei ha qualche anno in più...e non ci sono altre foto relative alla sua "nascita". Perciò, non posso indicarvi passo-passo come realizzarla con l'ausilio di immagini.
Nonostante tutto cercherò di essere abbastanza chiara ed esaustiva.
 

Farfa-gioca nasce così:
 
  • Si ritaglia la sagoma di 4 ali grandi da un foglio di feltro azzurro e 4 piccole da uno giallo.
  • Si decorano le ali a piacimento, cercando di mantenere una linea simmetrica fra quelle di destra e quelle di sinistra.
  • Si cuciono e si imbottiscono le 2 paia di ali singolarmente.
  • A questo punto si realizza in corpo: si ritagliano le sagome del tronco e dell'addome (2 per tipo) da un foglio di feltro verde.
  • Le ali vengono cucite fra le due sagome del tronco (in modo che l'attaccatura dei diversi elementi non sia visibile), facendo attenzione a lasciare aperta la parte inferiore. Invece, la parte superiore del tronco viene chiusa e vi si inserisce un poca di imbottitura.
  • Poi si aggiunge l'addome cucendone solo i lati, lasciando libere la parte superiore e quella inferiore.
  • Mi raccomando, quando cucite insieme le diverse parti della farfalla, ricordatevi di lasciare libero il foro in cui inserire le dita, le penne, i pennarelli o quello che preferite.
  • Infine, si realizza un pon-pon proporzionato al resto del corpo e lo si unisce al tronco.
  • Su di esso si incollano gli occhi, il naso e la bocca.
 
...e così nasce Farfa-gioca!!


martedì 17 settembre 2013

Fogliolina: del bosco dell'infanzia è la regina

La mascotte del Bosco dell'infanzia è Fogliolina.

 
Fogliolina è una piccola foglia speciale. Ha un'espressione dolce e rassicurante, è calda, morbida e nasconde una sorpresa...
...infatti, cadendo dal suo albero al termine dell'estate, annuncia l'arrivo dell'autunno.
Vi chiederete: "Come può una fogliolina così piccola e così simile alle altre avere un ruolo così importante?" Ebbene, dovete sapere che anche gli esseri più piccoli racchiudono in sé qualcosa di unico. Ognuno ha qualcosa che lo rende speciale e diverso da tutti gli altri, ed ognuno ha un compito preciso che deve svolgere impegnandosi al massimo sia per se stesso che per gli altri...ed è per questo che ognuno di noi è importante.
 
Ma ora è giunto il momento di svelarvi cos'è che rende tanto speciale Fogliolina...guardate un po' com'è fatta la nostra amica!!
 
Davanti è così:

 E dietro è così:
 
Perciò, attraverso il viaggio di discesa dal suo albero e la sua trasformazione, celebra l'inizio dell'autunno e con esso il mutare progressivo e graduale del colore delle foglie.
 
Possiamo prendere spunto da questa piccola storiella che ho inventato per proporre diverse attività ai bambini o anche solo per annunciare l'inizio dell'autunno. Se qualche maestra si vuole cimentare nella realizzazione di Fogliolina... niente paura... basta armarsi di un po'di pazienza, di buona volontà, e seguire le mie istruzioni:
 
1. Ritagliare la sagoma di una foglia da 2 fogli di feltro (uno giallo ed uno verde).
 
2. Decidere come decorare le due facce del lavoretto.

 3. Cucire (o incollare) i dettagli scelti.












 



4. Unire le due foglie con ago e filo (io suggerisco l'utilizzo del "punto festone").
Prima di cucire tutti i bordi ricordatevi di inserire dell'imbottitura fra le due sagome.
 
 
 

6. Chiudere anche l'ultimo spiraglio, incollare gli occhietti e cucire naso e bocca.

...e così nasce Fogliolina!!



lunedì 16 settembre 2013

I comandamenti dell'insegnante

Fra le attività complementari che la rivista "Maestra dell'infanzia" mette a disposizione sul proprio sito ho trovato questo promemoria dedicato agli insegnanti. A me piace molto e lo rileggo soprattutto nei periodi di lavoro più intenso ed in quelli in cui sono un po'demoralizzata dal punto di vista professionale.