Fra le attività complementari che la rivista "Maestra dell'infanzia" mette a disposizione sul proprio sito ho trovato questo promemoria dedicato agli insegnanti. A me piace molto e lo rileggo soprattutto nei periodi di lavoro più intenso ed in quelli in cui sono un po'demoralizzata dal punto di vista professionale.
lunedì 16 settembre 2013
domenica 15 settembre 2013
Alla scoperta del bosco...in Valle d'Aosta
Navigando in rete alla ricerca di spunti didattici, mi sono imbattuta in un bel progetto attuato in una scuola dell'infanzia della Comunità montana Mont Emilius.
Siccome questo blog è "ambientato" nel bosco dell'infanzia, ho pensato che potesse essere un'idea carina proporre un collegamento a questa esperienza che ha avuto lo scopo di avvicinare i bambini alla natura proprio tramite la scoperta del bosco.
Siccome questo blog è "ambientato" nel bosco dell'infanzia, ho pensato che potesse essere un'idea carina proporre un collegamento a questa esperienza che ha avuto lo scopo di avvicinare i bambini alla natura proprio tramite la scoperta del bosco.
Infatti, grazie alla collaborazione fra le insegnanti ed una guardia forestale, i bambini hanno avuto la possibilità di conoscere ed esplorare in prima persona l'ambiente boschivo rielaborando poi, tramite attività grafiche e di drammatizzazione, quanto avevano appreso.
Cliccando sull'immagine qui in basso è possibile accedere al sito in cui trovare maggiori informazioni riguardo a questa meravigliosa esperienza naturalistica, le foto ed un video che la documentano.
venerdì 13 settembre 2013
Autonomia personale
Per "autonomia personale" si intende l'insieme delle competenze che una persona sviluppa per riuscire a prendersi cura di se stesso. Scuola e famiglia devono più che mai collaborare in questo ambito per permettere al bambino di raggiungere con soddisfazione un livello di autonomia sempre maggiore, imparando a fare le cose da solo.
Molte volte però capita che ci sostituiamo ad esso nei gesti quotidiani. Lo facciamo magari perché abbiamo fretta, oppure perché non ci rendiamo conto che sta crescendo e che man mano impara a fare sempre più cose. Se invece vogliamo aiutare davvero i nostri bambini ad acquisire una sempre maggior autonomia personale, dobbiamo imparare ad avere pazienza, a spiegare le cose più volte usando diverse tipologie di linguaggio, mostrare passo-passo come si fanno le cose, ed intervenire sempre meno, lasciando loro lo spazio necessario per provare, riprovare, sbagliare, ed ottenere dei buoni risultati con le proprie forze.
Gli indicatori che a mio parere si dovrebbero prendere in considerazione per valutare il livello di autonomia personale del bambino nel momento dell'ingresso a scuola, sono i seguenti:
- ha raggiunto il controllo sfinterico;
- va in bagno da solo;
- apre il rubinetto;
- chiude il rubinetto;
- si rimbocca le maniche;
- si lava le mani;
- si lava il viso;
- si asciuga;
- si soffia il naso correttamente;
- si togliere scarpe e pantofole;
- calza scarpe e pantofole;
- è capace di vestirsi;
- è capace di svestirsi;
- sa sbottonare il grembiule;
- sa abbottonare il grembiule;
- utilizza il bavaglino o il tovagliolo in modo adeguato;
- beve da solo;
- mangia da solo.
Se si utilizzano gli indicatori come delle domande, nel tempo si dovrebbe ottenere un numero sempre maggiore di risposte positive. Prendiamo come esempio la domanda: "il/la bambino/a si rimbocca le maniche da solo/a?". Se nei primi giorni di scuola la risposta è "No" ma, successivamente, diventa "Si", allora si può dedurre che il/la bambino/a abbia gradualmente acquisito nuove competenze in questo ambito, aumentando di conseguenza il proprio livello di autonomia personale.
giovedì 12 settembre 2013
Marionette da dita Ikea
Simpatiche, pratiche, economiche, colorate, e versatili: le marionetta da dita dell'Ikea.
Le ho comprate poco tempo fa, perciò non ho avuto ancora modo di utilizzarle spesso, ma a mio parere sono uno strumento indispensabile, soprattutto con i più piccoli nel periodo dell'inserimento. Infatti, si prestano per essere impiegate in diverse situazioni:
- per facilitare l'avvicinamento ai bambini più timidi o imbronciati;
- per consolare quelli che piangono, attirando la loro attenzione;
- per creare un clima divertente, magico e fantasioso;
- per presentare delle attività o delle regole;
- per far nascere complicità tra i bambini e l'insegnante poiché necessitano dell'impegno e del coinvolgimento di entrambi nel gioco del "far finta".
mercoledì 11 settembre 2013
Indicazioni Nazionali 2012
Per chi fosse interessato, di seguito inserisco il link con il testo delle nuove
del 2012.
Testo fondamentale per il lavoro dell'insegnante e punto di riferimento nel processo di programmazione scolastica.
martedì 10 settembre 2013
Il quadretto del primo giorno
Ecco un'attività adatta per il primo giorno di scuola, che permette di dare il benvenuto ai più piccoli facendo condividere loro le emozioni di questa giornata speciale con i propri genitori.
Grazie ad essa si ha la possibilità di "dare un primo assaggio" di quello che verrà fatto in sezione durante l'anno. Inoltre, permette all'intero gruppo (genitori, insegnanti e bambini) di fare un primo passo sulla via della continuità casa-scuola che molte volte viene sottovalutata o ritenuta valida ed attuabile solo sulla carta.
Svolgimento:
- Dividere la sezione dei piccoli in 3 gruppi. Ciascuno di essi si reca in una delle 3 aule. In quella dei grandi si può giocare con le costruzioni, con la plastilina, ecc.; in quella dei medi con macchinine, bambolotti, la cucina, ecc.; ed in quella dei piccoli viene proposta l'attività principale: la realizzazione di un quadro intitolato: "Il mio primo disegno nella scuola dell'infanzia".
- I bambini si siedono dove preferiscono, con accanto il proprio genitore. Vengono consegnati loro un foglio e delle cerette. Poi li si lascia liberi di disegnare.
- Una volta completato il disegno, lo si incolla su una cornice di cartoncino colorato.
- Prima di andare a casa ciascun quadro viene consegnato al proprio autore.
Suggerimenti:
- L'obiettivo dei primi giorni di scuola è che i bambini abbiano un'impressione positiva della scuola, perciò è bene che possano divertirsi e sperimentare diverse tipologie di giocattoli.
- Dividendo la sezione in sottogruppi meno numerosi si dà la possibilità alle diverse insegnanti di seguire meglio i nuovi arrivati, di concentrarsi maggiormente su ciascuno e di cominciare ad imparare i nomi dei bambini.
- Inoltre, impegnando non solo le insegnanti di sezione, ma l'intera equipe scolastica, si trasmette il messaggio che è l'intera scuola ad accogliere bambini e genitori, e non solo una specifica maestra, andando così a dar vita ad una vera e propria comunità collaborante.
- Il bambino, portando a casa il proprio quadretto, porta con sé un ricordo positivo di un ambiente accogliente in cui ha scoperto che può divertirsi, imparare e giocare.
- E' bene preparare precedentemente il materiale (fogli bianchi con la scritta "Il mio primo disegno nella scuola dell'infanzia" sul retro, cornici colorate di cartoncino con incollato un gancetto che permetta di appenderlo al muro), in modo da dover solo incollare il disegno sulla cornice ed aggiungerci il nome del bambino sul momento.
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI
Campi d'esperienza: il sé e l'altro; immagini, suoni, colori.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
- il bambino gioca in modo creativo;
- comunica, esprime emozioni (attraverso il disegno).
Obiettivi:
- partecipare all'attività proposta;
- esplorare e sperimentare i giochi della scuola.
lunedì 9 settembre 2013
Grembiule o tuta??
L'inizio della scuola è ormai alle porte ed i supermercati si stanno riempiendo di genitori e bambini che si fiondano su cancelleria, zainetti, astucci e... grembiuli. Ma siamo così sicuri che tutto quello che comperiamo sia veramente adatto alle esigenze dei nostri bambini? Oppure quello che acquistiamo viene scelto in base alle abitudini, al senso estetico ed alla moda del momento? Beh, sono del parere che questi tre fattori incidano nelle nostre decisioni più di quanto sembri.
Però, se si conoscono i bambini e se si passa del tempo con loro (per lavoro e non), possono balzare agli occhi le loro necessità ed i loro bisogni. I genitori, i veri acquirenti delle aziende che si rivolgono ai bambini, non sempre si rendono conto di quello di cui ha davvero bisogno una persona di 3-4-5 anni all'interno dell'ambito scolastico.
Proprio per questo è fondamentale seguire i suggerimenti e le indicazioni che vengono fornite da insegnanti e dirigenti. Purtroppo però, alcuni di questi, vuoi per abitudine o vuoi per spirito conservativo, sono i primi a non rendersi conto che, al giorno d'oggi, ci sarebbero delle soluzioni migliori rispetto a quelle adottate in passato.
E' il caso del grembiule.
Infatti, sono dell'idea che sarebbe il caso di proporre un cambiamento nelle scuole e favorire l'adozione di tute al posto dei classici grembiuli...che, diciamocelo, non ci sono mai piaciuti poi così tanto!
Questa mia opinione è motivata dai seguenti fattori:
- Al giorno d'oggi si trovano in commercio buone tute a poco prezzo (soprattutto in determinati negozi di abbigliamento sportivo che si stanno ormai diffondendo non solo in Italia, ma in tutta Europa, in cui le tute da bambino ormai costano 8-10 euro).
- La praticità di questo capo di abbigliamento è indiscutibile! Non più calze, gonnelline attillate, stoffe delicate, maglioni e camicette. Bensì un paio di pantaloni comodi che permettano al bambino di stare tranquillamente seduto a terra, di correre e di saltare; una maglietta a maniche corte; e la parte superiore della tuta facile da togliere ed indossare.
- Inoltre, si eviterebbe di mettere in crisi i figli di quei genitori che non si rendono conto che il proprio bambino di 3 anni non è ancora (comprensibilmente) capace di gestire cinture, bottoni, bretelle, salopette o qualsiasi altro congegno che possa sembrare diabolico ad un bambino che sta lottando quotidianamente per ottenere la propria autonomia.
- Indicando ai genitori dove acquistare le tute (o acquistandole tramite la scuola) si risolverebbe il problema dovuto all'ostentazione che alcune famiglie attuano anche attraverso il vestiario dei propri figli, a scapito molte volte di quelli che invece si ritrovano a dover indossare vestiti di seconda o terza mano delle bancarelle. Ricordiamoci che è una scuola, non una sfilata di moda!
- Perciò, tutti uguali, ma tutti diversi. Infatti, le tute vengono fabbricate di moltissimi colori sgargianti che andrebbero a sostituire i monotoni bianco e nero (o al massimo azzurrino e rosa chiaro) dei grembiuli attuali.
- Infine, care mamme, una tuta non deve necessariamente essere stirata, mentre un grembiule si.
In conclusione...più tute per tutti.. :)
domenica 8 settembre 2013
Il sacchetto magico
Un gioco di gruppo molto divertente che è piaciuto molto ai bambini a cui l'ho proposto è "Il sacchetto magico" (per la sua ideazione ho preso ispirazione dal testo "Tutto quadra").
Svolgimento:
- I bambini si rannicchiano a terra all'interno di uno spazio delimitato (con nastro adesivo, materiale ginnico o con quello che si ha a disposizione);
- La maestra dice: "Dal sacchetto magico escono tante/i... (farfalle, elefanti, topolini, cagnolini, gattini, galline, ecc.)". I bambini si alzano e mimano insieme alla maestra l'animale che è stato nominato;
- Quando la maestra dice: "Sacchetto chiuso", i bambini ritornano nella posizione iniziale;
- Il gioco prosegue nominando di volta in volta un diverso animale.
...Ovviamente la magia funziona solo se tutti i bambini sono ben chiusi dentro al sacchetto magico!
Suggerimenti:
- E' importante che la maestra mostri in prima persona ai bambini come ci si deve rannicchiare a terra per dare inizio al gioco.
- La maestra, prendendo parte attiva all'attività, funge da modello per i bambini che, osservandola divertiti, non si curano degli sguardi altrui e prendono spunto dai suoi movimenti per mimare i diversi animali del gioco.
- L'area delimitata per l'attività ludica deve essere abbastanza grande da contenere comodamente tutti i bambini, che devono avere a disposizione lo spazio necessario per mimare gli animali senza andare a sbattere contro i compagni. Allo stesso tempo però, non devono avere neanche un'area illimitata entro cui muoversi, altrimenti si disperderebbero le loro energie e la loro attenzione verso il gioco.
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI:
Campi d'esperienza: il sé e l'altro; il corpo in movimento.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
- il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri;
- prova piacere nel movimento.
Obiettivi:
- partecipare correttamente all'attività proposta;
- esprimersi attraverso il movimento senza sentirsi a disagio;
- divertirsi mimando i vari animali.
Il girotondo del buongiorno
Ecco un gioco molto semplice e coinvolgente, adatto per iniziare col sorriso i primi giorni di scuola, ma che si presta bene anche per diventare un leitmotiv (cioè un motivo conduttore) da utilizzare durante tutto l'anno.
Svolgimento:
- I bambini si danno la mano e si dispongono in cerchio;
- Muovendosi nella stessa direzione recitano in coro la seguente filastrocca:
Girotondo del buongiorno,
i bambini tutti intorno.
Gira, gira ogni bambino,
col sorriso sul faccino.
Se facciamo una risata,
ben comincia la giornata!
- Al termine della filastrocca si sfogano con un gesto liberatorio come una bella risata, oppure esultano con un salto sul posto, o gridano in coro "viva i coniglietti" (se il simbolo della sezione è un coniglio).
Suggerimenti:
- Se proponiamo il gioco nei primi giorni di scuola, non focalizziamo la nostra attenzione sul fatto che i bambini si dispongano perfettamente in cerchio. Infatti, lo scopo che vogliamo dare al gioco, in questo contesto, è quello di dare la possibilità ai bambini di creare un primo contatto con i compagni e, soprattutto, di divertirsi insieme.
- Per rendere il gioco più divertente, si può pensare di rallentare o aumentare man mano il ritmo di gioco, oppure di pronunciare la filastrocca prima ad alta voce e poi di sussurrarla. Sconsiglio di procedere al contrario, cioè di farla prima a bassa voce e poi di urlarla poiché, mentre nel primo caso, al momento di sfogo segue il ripristino di un clima pacato che favorisce l'ascolto, nel secondo caso non si viene a creare un contesto idoneo per le attività successive.
- Il gioco ha uno svolgimento molto simile al classico "Girotondo", ma trovo che abbia un testo più sensato e più positivo. Inoltre credo sia importante prendere spunto dalla tradizione del passato pur aprendo le porte a modifiche e miglioramenti.
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI:
Campo d'esperienza: il sé e l'altro.
Traguardo per lo sviluppo della competenza: il bambino gioca in modo costruttivo con gli altri.
Obiettivi:
- partecipare correttamente all'attività proposta;
- avviare relazioni positive con i compagni.
mercoledì 4 settembre 2013
Autonomia affettiva
Anche nelle nuove Indicazioni Nazionali per il Curricolo viene ribadita la centralità del bambino che, in particolare, viene "posto al centro dell'azione educativa in tutti i suoi aspetti", fra cui anche quello affettivo.
Risulta dunque fondamentale una valutazione iniziale che permetta di capire il livello di autonomia raggiunto da ciascuno nella propria sfera affettiva. I bambini sono alla ricerca di legami ed instaurano nuove relazioni basandosi sulla propria storia personale, entrando in contatto con gli altri con livelli sempre maggiori di autonomia.
Questo tipo di valutazione permette perciò all'insegnante di mettere in atto delle strategie che diano la possibilità al bambino di sviluppare una crescente fiducia in se stesso, di autorealizzarsi e di aumentare di conseguenza le proprie competenze affettive.
A mio parere, gli indicatori che permettono una prima valutazione dell'autonomia affettiva sono i seguenti:
- il bambino è abituato a trascorrere del tempo da solo con diverse figure affettive (madre, padre, nonni, zii, baby sitter, ecc.);
- non ha più l'esigenza di essere allattato;
- non necessita di un oggetto transizionale;
- vive serenamente il cambiamento di attività;
- accetta il passaggio da un ambiente all'altro;
- esplora l'ambiente circostante con serenità (consiglio di segnalare se lo fa sia in presenza che in assenza di un adulto di riferimento);
- non manifesta difficoltà nel momento del distacco dal genitore;
- se piange si consola facilmente (consiglio di annotare i minuti per valutare se tendono a diminuire nel tempo).
Se si utilizzano gli indicatori come delle domande, nel tempo si dovrebbe ottenere un numero sempre maggiore di risposte positive. Prendiamo come esempio la domanda: "il/la bambino/a non manifesta difficoltà nel momento del distacco dal genitore?". Se nei primi giorni di scuola la risposta è "No" ma, successivamente, diventa "Si", allora si può dedurre che il/la bambino/a abbia gradualmente superato il "trauma da separazione dalla figura parentale" e che abbia conseguentemente aumentato il proprio livello di autonomia affettiva.
lunedì 2 settembre 2013
Valutazione iniziale
Un compito importantissimo di insegnanti e genitori, soprattutto nei primi giorni di scuola, è quello di collaborare nella VALUTAZIONE del bambino.
Questo strumento permette di individuare le competenze di partenza, gli interessi e gli ambiti nei quali il soggetto ha già raggiunto un buon livello o in cui riscontra maggiori difficoltà.
Solo in questo modo è possibile promuovere uno sviluppo globale ed armonico dell'individuo, favorendone un apprendimento attivo che passi attraverso determinati canali che, per lui, sono privilegiati.
Mi spiego, se dalla valutazione dei momenti di gioco di un determinato bambino risulta che questo ha un'inclinazione naturale al gioco sociale simbolico (come può essere il "giocare alla famiglia"), allora si potrebbe pensare di proporgli delle attività didattiche che diano la possibilità di lavorare in coppia. In questo modo, si incoraggerebbe il desiderio di condivisione e socialità del bambino, coinvolgendolo in modo piacevole nel processo di costruzione del sapere e del saper fare. In compenso, si potrebbero ricavare dei momenti o delle occasioni di apprendimento in cui sia necessario lavorare singolarmente. Da un lato perciò si asseconderebbero quelle che sono le sue inclinazioni naturali, dall'altro si potenzierebbero anche le abilità che altrimenti tenderebbe a svilupperebbe meno (come, nel caso di questo esempio, autonomia, sicurezza, fiducia nelle proprie capacità, ecc.).
Detto ciò, a mio parere, gli ambiti che meritano una valutazione iniziale sono i seguenti:
- competenze motorie;
- competenze logiche;
- competenze artistiche.
Per una maggior chiarezza e per dare delle indicazioni pratiche e più dettagliate riguardo a questi ambiti della valutazione, approfondirò nel tempo ciascun punto (basterà cliccare sui diversi elementi dell'elenco per accedere al post specifico).
sabato 31 agosto 2013
I giochi dei primi giorni di scuola:
Anche i bambini del Bosco dell'Infanzia stanno per ricominciare la scuola, ma c'è anche chi lo farà per la prima volta...ed è proprio dei più piccoli che oggi mi voglio occupare.
Timidamente entreranno in un mondo nuovo da esplorare: nuovi ambienti, nuovi ritmi, nuove difficoltà da affrontare e nuove persone con cui entrare in relazione. Per alcuni si creeranno le prime occasioni di incontro con altri bimbi della propria età...e si tratta di un momento estremamente delicato. Queste prime esperienze potranno essere infatti determinanti per l'inserimento del bambino nel nuovo gruppo-classe, per lo sviluppo dell'immagine che sta creando di se stesso, per la fiducia nelle proprie capacità sociali e per l'autostima.
Inoltre, creando delle relazioni positive con i compagni di scuola, anche il distacco dalle figure parentali sarà facilitato, proprio perché il bambino si sentirà accettato, rassicurato e vedrà soddisfatto il proprio bisogno di essere accolto. Proprio per questi motivi reputo sia fondamentale fare molta attenzione ai giochi che si propongono nei primi giorni di scuola.
Basandomi sulla mia esperienza come insegnante, ecco di seguito alcune indicazioni utili per quanto riguarda le proposte ludiche del periodo dell'accoglienza:
COSA FARE:
- scegliere giochi molto semplici (l'importante è stare piacevolmente insieme senza impiegare troppe energie nella comprensione e memorizzazione di regole complicate);
- selezionare giochi cooperativi (per scoprire il piacere di "stare e fare insieme");
- proporre giochi da fare in cerchio per permettere ai bambini di guardarsi ed avere la situazione sotto controllo;
- svolgere l'attività ludica in ambienti delimitati e non troppo ampi o dispersivi (per creare un ambiente intimo e confidenziale in cui il bambino si senta protetto e a suo agio);
- favorire la vicinanza interpersonale incoraggiando un contatto discreto e poco invadente, come ad esempio tenersi per mano (questo permette un avvicinamento graduale agli altri, rispettando la sfera personale di ciascuno);
- far svolgere a tutti la medesima azione di gioco (questo infonde sicurezza e crea complicità);
- accompagnare il gioco con una filastrocca o una canzoncina che trattino dei temi divertenti o gioiosi, come ad esempio l'amicizia.
COSA NON FARE:
- mettere un singolo bambino al centro dell'attenzione (non vogliamo che il bimbo si senta a disagio, bensì deve pensare a divertirsi e a condividere un momento gioioso insieme agli altri);
- proporre giochi che prevedono l'esclusione di uno o più partecipanti;
- scegliere attività che implichino l'utilizzo del linguaggio verbale da parte del bambino (in quanto non è detto che a quest'età sia già in grado di esprimersi adeguatamente).
domenica 25 agosto 2013
La scoperta di un nuovo mondo!
A piccolissimi passi sto entrando in un bosco incantato...
Gli alberi attorno a me si fanno sempre più fitti, e le loro foglie luccicano colpite dai raggi del sole che filtrano attraverso i rami. L’aria si carica di odori nuovi, intensi e diversi dallo smog della città. I suoni sono dolci, leggeri e infondono tranquillità.
Mi sembra di essere giunta nel cuore del bosco, dove il caos e la vita frenetica non trovano posto fra ruscelli incontaminati, teneri fiorellini e il cielo azzurro … quand’ecco, da lontano scorgo una grossa scritta incisa su un pezzo di legno. Mi avvicino e leggo meglio le parole intagliate che recitano così:
“Qui ha inizio il regno in cui fantasia, creatività, allegria e gioia di vivere sono le benvenute.
Qui ha inizio il magnifico Bosco dell’Infanzia!”
Qui ha inizio il magnifico Bosco dell’Infanzia!”
Incuriosita da queste parole mi faccio coraggio e oltrepasso il confine che mi separa da questo mondo magico chiamato “Infanzia”. Ed è così che ha inizio il mio viaggio.
Chi di voi sarà animato da un profondo senso dell'avventura e della scoperta potrà accompagnarmi in questo nuovo regno! Insieme potremo conoscere i personaggi che man mano incontreremo dietro la corteccia di un albero, sotto l’ombra di un fungo o dietro un grande masso nel magico “Bosco dell’Infanzia”.
Nel piccolo mondo che riuscirò a creare in questo blog ho intenzione di mettere a disposizione la mia creatività unita a conoscenze ed esperienze personali come insegnante della scuola dell'infanzia, al fine di offrire consigli, occasioni di dialogo e confronto, ed idee originali per far divertire non solo i più piccoli, ma anche chi non ha perso il gusto di entusiasmarsi e mettersi alla prova.
Con il tempo vi darò modo di conoscermi meglio. Vivendo insieme, fianco a fianco, la scoperta di questo nuovo mondo incantato sono sicura che potremo creare un bel gruppo affiatato!
Intanto, vi do il benvenuto nel magnifico "Bosco dell'Infanzia"!!
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