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venerdì 10 ottobre 2014

Le ore della scuola

Una piccola filastrocca che può facilitare la memorizzazione della routine della giornata scolastica da parte dei bambini:


Alle 7 ogni mattina 
mi risveglia la mammina.
Alle 8 via di fretta
c'è la scuola che mi aspetta.
Alle 9 la merenda
che la fame è già tremenda.
Alle 10 che si fa?
Giochi e colori a volontà. 
Alle 11 ci prepariamo 
perché alle 12 pranziamo.
Fino all'1 poi si sa,
mangeremo a sazietà.
Alle 2 un po'di riposo:
anche giocare è faticoso.
Alle 3 ancora ballo e canto:
di stare a scuola mai mi stanco.
Poi alle 4 a casa si va
dove ci sono mamma e papà.
Tante le ore che son passate
come tante belle giornate
che ricominciano così:
alle 7 di ogni dì.



mercoledì 8 ottobre 2014

Coloriamo le routine

Il ritmo nella scuola dell'infanzia è scandito da tanti piccoli momenti che si susseguono sempre nella stessa sequenza.
Questi punti saldi hanno la funzione di rassicurare i bambini, offrendo loro la possibilità di riordinare nella propria mente le diverse azioni che svolgono durante la giornata ma, soprattutto, permettono di prevedere ciò che accadrà nel futuro prossimo.

Per agevolare la familiarizzazione e l'interiorizzazione della routine suggerisco di proporre ai bambini delle immagini rappresentative dei momenti più importanti della giornata scolastica. Questi disegni potranno essere colorati dai bambini stessi, oppure ottenuti tramite dei giochi, ad esempio con una caccia al tesoro. In questo caso, potrebbero trovare dietro agli asciugamani del bagno la figura di un bimbo si lava le mani, oppure sotto ad una caraffa della sala da pranzo la rappresentazione di una bambina che mangia composta a tavola.

Una volta raccolte tutte le immagini, consiglio di appenderle in classe una accanto all'altra, creando una linea del tempo figurata. In questo modo, per ciascun bambino sarà sempre chiaro in quale fase della giornata si trova e ciò che lo aspetta.



Di seguito vi propongo alcuni siti nei quali ho trovato delle belle immagini relative alla routine. In questo modo potete scaricarle e usufruirne sia a casa che a scuola.




venerdì 19 settembre 2014

Libri per l'inserimento

Ecco alcuni libri utili da leggere a casa e a scuola con i nostri bimbi durante il periodo dell'inserimento:

"Alla scuola materna"  (Emile Beaumont, Sylvie Michelet)

"Anna va alla scuola materna" (Kathleen Amant)

"Coniglietto Bianco va alla scuola materna" (Marie-France Floury, Fabienne Boisnard)

"Giacomino va alla scuola materna" (Vilma Costetti, Monica Rinaldini)

"Il mio primo grande libro. La scuola materna" (Guido Wandrey)

"Salterino e Pulce alla scuola materna" (Hartmut Bieber)

"Sara va alla scuola materna" (Pauline Oud)

"Topo Tip non vuole andare all'asilo" (Marco Campanella)

"Vado alla scuola materna" (Nicoletta Costa)



mercoledì 17 settembre 2014

"I primi passi nella scuola materna"

Alcune settimane fa, per avere qualche carta in più da giocare nei primi giorni di scuola, ho deciso di leggere questo libro:




Le due scrittrici che hanno collaborato alla realizzazione di questo piccolo volume, sono due psicologhe specialiste nell'ambito della psicologia infantile e dell'adolescenza. Se devo essere sincera, ho deciso di comprarlo proprio per questo motivo. Infatti, ho notato che in molti si sentono autorizzati a scrivere di bambini e di scuola, ma in ben pochi hanno realmente le competenze per poterlo fare con serietà e cognizione di causa.

Purtroppo però, dopo le prime pagine mi sono dovuta ricredere siccome le considerazioni che vengono presentate sono frutto dei risultati di due tesi sperimentali (che mi par di aver capito appartengano alle due autrici...ma guarda un po'!) che hanno preso in esame circa 50 bambini...che mi sembrano un po' pochini per "fare di tutta l'erba un fascio". 

In più, sono rimasta sconcertata leggendo che le autrici si sentono addirittura in dovere di specificare che con il loro volume non intendono (testuali parole) "distogliere i genitori dall'intento di iscrivere il loro bambino alla scuola materna"...MA CI MANCHEREBBE ALTRO!!!
Ammetto di aver cercato l'anno di pubblicazione del libro solo dopo aver letto queste parole, forse proprio per via della perplessità che mi hanno indotto. Mi aspettavo che fosse un po' datato, visto la terminologia ormai superata di "scuola materna", ma non credevo che il testo originale risalisse addirittura al 1985...non ero neanche nata all'epoca!

Comunque, dopo questa partenza disillusoria che mi ha fatto pentire di aver "investito" la bellezza di 9 euro per un libricino di neanche 80 pagine, devo ammettere che il testo si è rivelato più utile e ben organizzato di quanto (ormai) mi aspettassi. Tratta, infatti, in maniera chiara e schematica quali sono le fasi che il "novellino" (come lo definiscono loro) mette in atto nel periodo dell'inserimento nella scuola dell'infanzia, prendendo in esame tale processo sia dal punto di vista del bambino, sia da quello della famiglia, che da quello delle insegnanti.
In più, in contrapposizione a quanto mi aveva sconcertato nelle prime pagine, di positivo c'è la presenza di un ultimo capitolo intitolato "Tutto è bene quel che finisce bene?! Ovvero, l'importanza degli anni della scuola materna" in cui si riconosce l'influenza che questa istituzione esercita ed eserciterà nei diversi ambiti della vita di chi ne prende parte.


In conclusione? E' un testo che consiglierei per gli ultimi giorni di vacanze estive. Si presenta leggero e scorrevole, chiaro e schematico, ed in più offre anche diversi spunti pratici. Unico dubbio: comprarlo in libreria come ho fatto io, o prenderlo di seconda mano o in biblioteca, siccome si legge in poche ore? A voi la scelta. 




martedì 15 ottobre 2013

Foglie all'appello

Con l'arrivo dell'autunno è svolazzata nella mia mente un'idea colorata da fare con i bambini: l'appello con le foglie.

Ecco com'è andata:
  1. Siamo usciti in giardino ed abbiamo osservato i nostri alberi e le loro foglie. Le abbiamo raccolte e le abbiamo portate in aula.
  2. Il giorno dopo, magicamente, è comparsa sul muro della sezione la sagoma di un albero (ricavata da un cartoncino marrone). Questa ci ha permesso di rielaborare l'esperienza fatta il giorno precedente in giardino attraverso una conversazione guidata dall'insegnante. Come auspicato, è così nato nei bambini il desiderio di "vestire" l'albero di sezione per farlo assomigliare di più a quelli del giardino. Ciascuno ha poi colorato (con tempera marrone e dita) il proprio albero (scheda precedentemente preparata dall'insegnante), interiorizzando i nuovi apprendimenti.
  3. Avendo deciso di creare le nostre foglie autunnali, ognuno ha colorato la propria sagoma a forma di foglia con spugnette intinte nella tempera gialla, rossa, marrone, verde ed arancione creando diverse sfumature, rendendo ogni foglia unica.
  4. Una volta asciutte, vi abbiamo incollato i contrassegni (che rappresentano la "firma" dell'autore)...completando l'opera lo scorso venerdì.
  5. Nel lunedì (cioè ieri), al momento dell'appello, ci siamo radunati intorno all'albero di sezione, che presentava sulle sue radici nientemeno che le nostre foglioline!! I bambini sono stati invitati uno alla volta (ovviamente in ordine alfabetico) a mettere la propria foglia su uno dei rami dell'albero...e alla fine sono rimaste fra le radici solo le foglie dei compagni assenti.
  6. Successivamente, ognuno ha potuto completare la propria scheda con il tronco spoglio, dipingendo con le dita (lasciando lievi ditate) diverse foglie gialle e rosse sui rami, nell'aria e sulle radici dell'albero.
  7. La parte più divertente del "gioco" è stata aggiunta solo oggi, poiché i bambini si sono seduti in semicerchio attorno all'albero e sono stati invitati ad imitare il vento autunnale che soffia sulle foglie, facendole cadere dai rami. Una alla volta, sono state così attaccate nuovamente ai piedi del tronco ed il gioco dell'appello ha potuto avere di nuovo inizio.


Prevedo che nel passaggio alla stagione invernale le foglie verranno sostituite con fiocchi di neve o addobbi natalizi, mentre con l'arrivo della primavera ci saranno boccioli e fiorellini, e con l'avvento dell'estate compariranno foglie verdi e ciliegie...ma sono aperta a considerare idee e spunti differenti anche in base agli interessi ed ai desideri che verranno espressi nel corso dell'anno.


Questa attività mi piace particolarmente perché si fonda su un interesse manifestato dai bambini stessi. Inoltre, ci sta permettendo di condividere tante esperienze interessanti (osservare la natura, scoprire i cambiamenti stagionali, sperimentare diverse tecniche pittoriche, imitare il vento, esercitare la pazienza, ecc.), ma soprattutto di divertirci insieme rendendo un po' più interessante il momento "burocratico" dell'appello.

martedì 1 ottobre 2013

Nomi a palla!!

Un gioco che permette ai bambini di assaporare il gusto di giocare insieme, imparando i nomi dei nuovi amici, è "Nomi a palla".
 
Svolgimento:
  • i bambini si dispongono seduti in cerchio con le gambe divaricate (meglio se i piedi di ciascun bambino toccano quelli dei vicini);
  • l'insegnante consegna la palla a uno dei bambini e gli dice il nome del compagno a cui deve lanciarla;
  • dopo un po'di passaggi, oppure, se è il caso, nei giorni successivi, sarà lo stesso bambino che ha la palla in mano a dire il nome del compagno al quale passarla, senza più bisogno che sia l'insegnante a dover guidare il gioco.
 
 
 
Suggerimenti:
  • L'insegnante può affidarsi ad una conta per individuare il bambino che darà inizio al gioco, oppure può scegliere quello che sembra essere più attento, coinvolto e spigliato.
  • Consiglio in ogni caso di dare una prima dimostrazione della modalità di svolgimento del gioco, in modo che le regole possano essere più chiare, affiancando alla spiegazione teorica anche una pratica.
  • Nella prima parte di gioco, quella in cui è l'insegnante ad indicare il nome dell'alunno a cui passare la palla, aiutiamo i bambini ad individuare il compagno prescelto fornendone una descrizione fisica che ne evidenzi delle caratteristiche positive. Questo permette di valorizzare ciascun bambino, facendolo sentire accettato, apprezzato e protagonista della vita scolastica.
  • Non consideriamo problematico il fatto che i bambini non riescano a "chiudere" bene il cerchio con le gambe o che non indirizzino correttamente la palla. Infatti, se il gioco viene proposto nel periodo dell'accoglienza, non ha come scopo lo sviluppo o il consolidamento di abilità motorie, bensì quello di favorire la condivisione di un'attività ludica che favorisca l'apprendimento dei nomi dei compagni.
 
 
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI
 
Campi d'esperienza: il sé e l'altro.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • il bambino gioca in modo costruttivo con gli altri;
  • sviluppa il senso dell'identità personale.
Obiettivi:
  • prendere parte correttamente al gioco di gruppo proposto;
  • individuare i propri compagni di sezione in base al nome;
  • sentirsi riconosciuto ed accettato come parte del gruppo classe.
 
 

giovedì 12 settembre 2013

Marionette da dita Ikea

Simpatiche, pratiche, economiche, colorate, e versatili: le marionetta da dita dell'Ikea.


Le ho comprate poco tempo fa, perciò non ho avuto ancora modo di utilizzarle spesso, ma a mio parere sono uno strumento indispensabile, soprattutto con i più piccoli nel periodo dell'inserimento. Infatti, si prestano per essere impiegate in diverse situazioni:
 
  • per facilitare l'avvicinamento ai bambini più timidi o imbronciati;
  • per consolare quelli che piangono, attirando la loro attenzione;
  • per creare un clima divertente, magico e fantasioso;
  • per presentare delle attività o delle regole;
  • per far nascere complicità tra i bambini e l'insegnante poiché necessitano dell'impegno e del coinvolgimento di entrambi nel gioco del "far finta".



martedì 10 settembre 2013

Il quadretto del primo giorno

Ecco un'attività adatta per il primo giorno di scuola, che permette di dare il benvenuto ai più piccoli facendo condividere loro le emozioni di questa giornata speciale con i propri genitori.
Grazie ad essa si ha la possibilità di "dare un primo assaggio" di quello che verrà fatto in sezione durante l'anno. Inoltre, permette all'intero gruppo (genitori, insegnanti e bambini) di fare un primo passo sulla via della continuità casa-scuola che molte volte viene sottovalutata o ritenuta valida ed attuabile solo sulla carta.

Svolgimento:
  • Dividere la sezione dei piccoli in 3 gruppi. Ciascuno di essi si reca in una delle 3 aule. In quella dei grandi si può giocare con le costruzioni, con la plastilina, ecc.; in quella dei medi con macchinine, bambolotti, la cucina, ecc.; ed in quella dei piccoli viene proposta l'attività principale: la realizzazione di un quadro intitolato: "Il mio primo disegno nella scuola dell'infanzia".
  • I bambini si siedono dove preferiscono, con accanto il proprio genitore. Vengono consegnati loro un foglio e delle cerette. Poi li si lascia liberi di disegnare.
  • Una volta completato il disegno, lo si incolla su una cornice di cartoncino colorato.
  • Prima di andare a casa ciascun quadro viene consegnato al proprio autore.
 
Suggerimenti:
  • L'obiettivo dei primi giorni di scuola è che i bambini abbiano un'impressione positiva della scuola, perciò è bene che possano divertirsi e sperimentare diverse tipologie di giocattoli.
  • Dividendo la sezione in sottogruppi meno numerosi si dà la possibilità alle diverse insegnanti di seguire meglio i nuovi arrivati, di concentrarsi maggiormente su ciascuno e di cominciare ad imparare i nomi dei bambini.
  • Inoltre, impegnando non solo le insegnanti di sezione, ma l'intera equipe scolastica, si trasmette il messaggio che è l'intera scuola ad accogliere bambini e genitori, e non solo una specifica maestra, andando così a dar vita ad una vera e propria comunità collaborante.
  • Il bambino, portando a casa il proprio quadretto, porta con sé un ricordo positivo di un ambiente accogliente in cui ha scoperto che può divertirsi, imparare e giocare.
  • E' bene preparare precedentemente il materiale (fogli bianchi con la scritta "Il mio primo disegno nella scuola dell'infanzia" sul retro, cornici colorate di cartoncino con incollato un gancetto che permetta di appenderlo al muro), in modo da dover solo incollare il disegno sulla cornice ed aggiungerci il nome del bambino sul momento.


INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI
 
Campi d'esperienza: il sé e l'altro; immagini, suoni, colori.
Traguardi per lo sviluppo della competenza:
  • il bambino gioca in modo creativo;
  • comunica, esprime emozioni (attraverso il disegno).
Obiettivi:
  • partecipare all'attività proposta;
  • esplorare e sperimentare i giochi della scuola.
 

lunedì 9 settembre 2013

Grembiule o tuta??

L'inizio della scuola è ormai alle porte ed i supermercati si stanno riempiendo di genitori e bambini che si fiondano su cancelleria, zainetti, astucci e... grembiuli. Ma siamo così sicuri che tutto quello che comperiamo sia veramente adatto alle esigenze dei nostri bambini? Oppure quello che acquistiamo viene scelto in base alle abitudini, al senso estetico ed alla moda del momento? Beh, sono del parere che questi tre fattori incidano nelle nostre decisioni più di quanto sembri.
 
Però, se si conoscono i bambini e se si passa del tempo con loro (per lavoro e non), possono balzare agli occhi le loro necessità ed i loro bisogni. I genitori, i veri acquirenti delle aziende che si rivolgono ai bambini, non sempre si rendono conto di quello di cui ha davvero bisogno una persona di 3-4-5 anni all'interno dell'ambito scolastico.
 
Proprio per questo è fondamentale seguire i suggerimenti e le indicazioni che vengono fornite da insegnanti e dirigenti. Purtroppo però, alcuni di questi, vuoi per abitudine o vuoi per spirito conservativo, sono i primi a non rendersi conto che, al giorno d'oggi, ci sarebbero delle soluzioni migliori rispetto a quelle adottate in passato.
 
E' il caso del grembiule.
Infatti, sono dell'idea che sarebbe il caso di proporre un cambiamento nelle scuole e favorire l'adozione di tute al posto dei classici grembiuli...che, diciamocelo, non ci sono mai piaciuti poi così tanto!
  
Questa mia opinione è motivata dai seguenti fattori:
  • Al giorno d'oggi si trovano in commercio buone tute a poco prezzo (soprattutto in determinati negozi di abbigliamento sportivo che si stanno ormai diffondendo non solo in Italia, ma in tutta Europa, in cui le tute da bambino ormai costano 8-10 euro).
  • La praticità di questo capo di abbigliamento è indiscutibile! Non più calze, gonnelline attillate, stoffe delicate, maglioni e camicette. Bensì un paio di pantaloni comodi che permettano al bambino di stare tranquillamente seduto a terra, di correre e di saltare; una maglietta a maniche corte; e la parte superiore della tuta facile da togliere ed indossare.
  • Inoltre, si eviterebbe di mettere in crisi i figli di quei genitori che non si rendono conto che il proprio bambino di 3 anni non è ancora (comprensibilmente) capace di gestire cinture, bottoni, bretelle, salopette o qualsiasi altro congegno che possa sembrare diabolico ad un bambino che sta lottando quotidianamente per ottenere la propria autonomia.
  • Indicando ai genitori dove acquistare le tute (o acquistandole tramite la scuola) si risolverebbe il problema dovuto all'ostentazione che alcune famiglie attuano anche attraverso il vestiario dei propri figli, a scapito molte volte di quelli che invece si ritrovano a dover indossare vestiti di seconda o terza mano delle bancarelle. Ricordiamoci che è una scuola, non una sfilata di moda!
  • Perciò, tutti uguali, ma tutti diversi. Infatti, le tute vengono fabbricate di moltissimi colori sgargianti che andrebbero a sostituire i monotoni bianco e nero (o al massimo azzurrino e rosa chiaro) dei grembiuli attuali.
  • Infine, care mamme, una tuta non deve necessariamente essere stirata, mentre un grembiule si.
 
In conclusione...più tute per tutti.. :)
 
 


domenica 8 settembre 2013

Il girotondo del buongiorno

Ecco un gioco molto semplice e coinvolgente, adatto per iniziare col sorriso i primi giorni di scuola, ma che si presta bene anche per diventare un leitmotiv (cioè un motivo conduttore) da utilizzare durante tutto l'anno.
 
Svolgimento:
  • I bambini si danno la mano e si dispongono in cerchio;
  • Muovendosi nella stessa direzione recitano in coro la seguente filastrocca:
Girotondo del buongiorno,
i bambini tutti intorno.
Gira, gira ogni bambino,
col sorriso sul faccino.
Se facciamo una risata,
ben comincia la giornata!
  • Al termine della filastrocca si sfogano con un gesto liberatorio come una bella risata, oppure esultano con un salto sul posto, o gridano in coro "viva i coniglietti" (se il simbolo della sezione è un coniglio).
 
Suggerimenti:
  • Se proponiamo il gioco nei primi giorni di scuola, non focalizziamo la nostra attenzione sul fatto che i bambini si dispongano perfettamente in cerchio. Infatti, lo scopo che vogliamo dare al gioco, in questo contesto, è quello di dare la possibilità ai bambini di creare un primo contatto con i compagni e, soprattutto, di divertirsi insieme.
  • Per rendere il gioco più divertente, si può pensare di rallentare o aumentare man mano il ritmo di gioco, oppure di pronunciare la filastrocca prima ad alta voce e poi di sussurrarla. Sconsiglio di procedere al contrario, cioè di farla prima a bassa voce e poi di urlarla poiché, mentre nel primo caso, al momento di sfogo segue il ripristino di un clima pacato che favorisce l'ascolto, nel secondo caso non si viene a creare un contesto idoneo per le attività successive. 
  • Il gioco ha uno svolgimento molto simile al classico "Girotondo", ma trovo che abbia un testo più sensato e più positivo. Inoltre credo sia importante prendere spunto dalla tradizione del passato pur aprendo le porte a modifiche e miglioramenti.
 
 
INDICAZIONI SPECIFICHE PER INSEGNANTI:
 
Campo d'esperienza: il sé e l'altro.
Traguardo per lo sviluppo della competenza: il bambino gioca in modo costruttivo con gli altri.
Obiettivi:
  • partecipare correttamente all'attività proposta;
  • avviare relazioni positive con i compagni.
 
 
 

lunedì 2 settembre 2013

Valutazione iniziale

Un compito importantissimo di insegnanti e genitori, soprattutto nei primi giorni di scuola, è quello di collaborare nella VALUTAZIONE del bambino.
Questo strumento permette di individuare le competenze di partenza, gli interessi e gli ambiti nei quali il soggetto ha già raggiunto un buon livello o in cui riscontra maggiori difficoltà.
Solo in questo modo è possibile promuovere uno sviluppo globale ed armonico dell'individuo, favorendone un apprendimento attivo che passi attraverso determinati canali che, per lui, sono privilegiati.
Mi spiego, se dalla valutazione dei momenti di gioco di un determinato bambino risulta che questo ha un'inclinazione naturale al gioco sociale simbolico (come può essere il "giocare alla famiglia"), allora si potrebbe pensare di proporgli delle attività didattiche che diano la possibilità di lavorare in coppia. In questo modo, si incoraggerebbe il desiderio di condivisione e socialità del bambino, coinvolgendolo in modo piacevole nel processo di costruzione del sapere e del saper fare. In compenso, si potrebbero ricavare dei momenti o delle occasioni di apprendimento in cui sia necessario lavorare singolarmente. Da un lato perciò si asseconderebbero quelle che sono le sue inclinazioni naturali, dall'altro si potenzierebbero anche le abilità che altrimenti tenderebbe a svilupperebbe meno (come, nel caso di questo esempio, autonomia, sicurezza, fiducia nelle proprie capacità, ecc.).
Detto ciò, a mio parere, gli ambiti che meritano una valutazione iniziale sono i seguenti:

Per una maggior chiarezza e per dare delle indicazioni pratiche e più dettagliate riguardo a questi ambiti della valutazione, approfondirò nel tempo ciascun punto (basterà cliccare sui diversi elementi dell'elenco per accedere al post specifico).


sabato 31 agosto 2013

I giochi dei primi giorni di scuola:

Anche i bambini del Bosco dell'Infanzia stanno per ricominciare la scuola, ma c'è anche chi lo farà per la prima volta...ed è proprio dei più piccoli che oggi mi voglio occupare.

Timidamente entreranno in un mondo nuovo da esplorare: nuovi ambienti, nuovi ritmi, nuove difficoltà da affrontare e nuove persone con cui entrare in relazione. Per alcuni si creeranno le prime occasioni di incontro con altri bimbi della propria età...e si tratta di un momento estremamente delicato. Queste prime esperienze potranno essere infatti determinanti per l'inserimento del bambino nel nuovo gruppo-classe, per lo sviluppo dell'immagine che sta creando di se stesso, per la fiducia nelle proprie capacità sociali e per l'autostima.
Inoltre, creando delle relazioni positive con i compagni di scuola, anche il distacco dalle figure parentali sarà facilitato, proprio perché il bambino si sentirà accettato, rassicurato e vedrà soddisfatto il proprio bisogno di essere accolto. Proprio per questi motivi reputo sia fondamentale fare molta attenzione ai giochi che si propongono nei primi giorni di scuola.   

Basandomi sulla mia esperienza come insegnante, ecco di seguito alcune indicazioni utili per quanto riguarda le proposte ludiche del periodo dell'accoglienza:

COSA FARE:
  • scegliere giochi molto semplici (l'importante è stare piacevolmente insieme senza impiegare troppe energie nella comprensione e memorizzazione di regole complicate);
  • selezionare giochi cooperativi (per scoprire il piacere di "stare e fare insieme");
  • proporre giochi da fare in cerchio per permettere ai bambini di guardarsi ed avere la situazione sotto controllo;
  • svolgere l'attività ludica in ambienti delimitati e non troppo ampi o dispersivi (per creare un ambiente intimo e confidenziale in cui il bambino si senta protetto e a suo agio);
  • favorire la vicinanza interpersonale incoraggiando un contatto discreto e poco invadente, come ad esempio tenersi per mano (questo permette un avvicinamento graduale agli altri, rispettando la sfera personale di ciascuno);
  • far svolgere a tutti la medesima azione di gioco (questo infonde sicurezza e crea complicità);
  • accompagnare il gioco con una filastrocca o una canzoncina che trattino dei temi divertenti o gioiosi, come ad esempio l'amicizia.
  
COSA NON FARE:
  • mettere un singolo bambino al centro dell'attenzione (non vogliamo che il bimbo si senta a disagio, bensì deve pensare a divertirsi e a condividere un momento gioioso insieme agli altri);
  • proporre giochi che prevedono l'esclusione di uno o più partecipanti;
  • scegliere attività che implichino l'utilizzo del linguaggio verbale da parte del bambino (in quanto non è detto che a quest'età sia già in grado di esprimersi adeguatamente).